Bordelli in Ticino: prostitute denunciate e titolari arrestati

Controlli effettuati a Cadenazzo nel Bellinzonese

Una prostituta di un bordello ticinese

Che il Ticino sia meta del pendolarismo del sesso è cosa nota, ma i controlli effettuati dalla polizia cantonale nella serata di lunedì 4 dicembre hanno sfatato un po' il mito delle "casa chiuse" regolari e, in un certo senso, per bene. Infatti, la polizia cantonale ha effettuato un'operazione presso due locali notturni, entrambi situati nel Bellinzonese.

Nel primo esercizio pubblico, a Cadenazzo, sono state controllate 12 donne (8 brasiliane, 1 romena, 2 italiane e 1 marocchina). Di queste, solo una era in possesso del regolare permesso. Le altre 10 donne sono state denunciate al Ministero Pubblico per esercizio illecito della prostituzione e entrata, partenza o soggiorno illegali e attività lucrativa senza autorizzazione e 1 sola per esercizio illecito della prostituzione. I responsabili del locale, un 81enne e un 55enne, entrambi cittadini svizzeri domiciliati nel Bellinzonese, sono stati interrogati, denunciati e arrestati per usura, amministrazione infedele, promovimento della prostituzione, esercizio illecito della prostituzione, delitto contro la LF sull'imposta federale diretta, infrazione alla LF sugli stranieri e frode fiscale. Inoltre sono stati controllati sette avventori.

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Nel secondo locale sempre a Cadenazzo, al momento del controllo erano presenti 7 donne (4 brasiliane, 2 marocchine e 1 cubana) 1 denunciata per esercizio illecito della prostituzione e le altre 6 per esercizio illecito della prostituzione e entrata, partenza o soggiorno illegali e attività lucrativa senza autorizzazione. Il responsabile del locale, un 64enne cittadino croato domiciliato nel Bellinzonese è stato interrogato, denunciato e arrestato per usura, promovimento della prostituzione, esercizio illecito della prostituzione, infrazione alla LF sugli stranieri, frode fiscale, delitto contro la LF sull'imposta federale diretta e disobbedienza a decisioni dell'autorità. Inoltre sono stati controllati quattro avventori. I due esercizi pubblici sono stati chiusi. L'inchiesta è condotta dalla Polizia giudiziaria ed è coordinata dal Procuratore generale John Noseda.

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