Como, baby gang ruba le chiavi a una ragazzina e le distrugge la casa

Episodio denunciato su Facebook dal consigliere comunale Bruno Magatti: "Se la comunità non investe, oltre la scuola non c'è che la strada"

Immagini di repertorio (foto Brescia Today)

Hanno rubato le chiavi di casa a una ragazzina poi, approfittando dell'assenza di lei (in vacanza con i genitori), si sono introdotti nell'appartamento, distruggendolo.
Protagonista una baby gang di giovanissimi, tutti ragazzi con meno di 14 anni: la denuncia, tramite un post su Facebook, del consigliere comunale di Civitas Bruno Magatti. Contattato al telefono, Magatti preferisce non aggiungere particolari sulla vicenda, per delicatezza verso la famiglia coinvolta e la giovane età dei protagonisti.

"Pochi giorni fa, a Como - scrive Magatti- Senza che lei se ne accorgesse, qualcuno del gruppo di adolescenti ruba le chiavi di casa a una ragazzina. Nel fine settimana questa parte con i genitori e al ritorno la sorpresa: la casa è stata violata, devastata, vandalizzata e il motorino non c'è più. Facile per le forze dell'ordine risalire ai responsabili: ma hanno meno di 14 anni e non sono punibili. Difficile poi immaginare risarcimenti da famiglie alla deriva".

Un gravissimo episodio che spinge Magatti a una riflessione sul disagio giovanile in città.

"La storia, vera, di questa “baby gang” di “casa nostra” -prosegue il post- costringe ad aprire gli occhi sulla condizione di abbandono di questi ragazzini che crescono in contesti socio-economici disgraziati. Non possiamo credere né pretendere che la scuola possa da sola affrontare tutta questa complessità. E, se la comunità non investe, oltre la scuola non c'è che la strada.

Nell'assenza di proposte educative destinate a colmare il vuoto socio-culturale e a offrire strumenti e opportunità, l'immaginario di questi ragazzi si riempie di suggestioni che alimentano il bisogno innato di affermazione di sé. Ogni investimento educativo ha valore di prevenzione: sia di derive personali, sia dei conseguenti costi sociali che potrebbero, col tempo, diventare altissimi".

Poi l'affondo: "Nei mesi scorsi, come già denunciato,- scrive il consigliere- l'amministrazione di centro-destra di Como ha interrotto un'esperienza lungimirante e proficua ereditata dalle amministrazioni precedenti: i due centri di aggregazione giovanile di Rebbio e Sagnino sono stati chiusi e la cooperativa (dal nome emblematico, “Lotta all'emarginazione") ha levato le tende: fine delle opportunità, degli stimoli, delle proposte ai ragazzi e soprattutto perdita di relazioni educative coraggiose quanto necessarie per molti di loro, figli della povertà e dell'abbandono. È stata una scelta politica che, insieme ad altre dello stesso segno, certifica come l'attuale amministrazione (a imprinting leghista) sia del tutto assente e lontana da queste situazioni, ignori Il grido di sofferenza e le sue complesse implicazioni sull'intera collettività, attuali, come quelle descritte più sopra, o che potrebbero essere l’esito futuro di una marginalizzazione sociale abbandonata a se stessa. Buona politica è generare bene comune: continuo a credere -conclude Magatti-che costruire le condizioni che prevengano e impediscano il replicarsi di certi episodi sia ancora più importante della stessa punizione dei colpevoli".

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