Corruzione e violazioni edilizie, arrestato il sindaco di Valsolda Giuseppe Farina

Nove gli arresti della Guardia di Finanza

Il sindaco di Valsolda Giuseppe Farina (foto dal profilo facebook)

Il sindaco di Valsolda Giuseppe Farina è stato arrestato all'alba di venerdì 1° marzo 2019 dalla Guardia di Finanza con l'accusa di corruzione e violazioni edilizie. 
Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione di polizia giudiziaria nei confronti di 9 persone per  numerosi casi di presunti "accordi corruttivi tra il primo cittadino e clienti del proprio Studio Associato, nonché per violazioni edilizie", come comunicato dalla Guardia di Finanza.
L’operazione, diretta dalla locale Procura della Repubblica, vede impegnati Finanzieri in provincia di Como, Sondrio, Milano e Roma, per l’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Como nei confronti di 9 soggetti di cui 2 in carcere (il sindaco ed un professionista) e 7 ai domiciliari.
Un sistema di corruzione, come sottolineato dagli inquirenti che ha portato a un'esplosione del volume d'affari dello studio del sindaco (che si occupa di progettazione e direzione dei lavori): introiti praticamente raddoppiati da quando Farina nel 2011 è diventato sindaco.

Gli arrestati

In tutto sono 6 gli episodi di corruzione accertati nel corso del 2018: per questo la Compagnia della Guardia di Finanza di Erba, all’esito di una articolata indagine, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari per corruzione di pubblico ufficiale per atti contrari ai propri doveri di ufficio contestati dalla Procura della Repubblica di Como.
Nove, come detto, gli arrestati: il sindaco protempore del Comune di Valsolda, Giuseppe Farina, quale pubblico ufficiale destinatario di somme di denaro e di promesse di elargizione di denaro, finito in carcere, così come il socio di tale studio professionale, quale correo del reato di corruzione, in qualità di mediatore degli accordi illeciti con i privati corruttori. Altre 7 persone residenti e/o domiciliate a Valsolda, tra cui un cittadino tedesco sono agli arresti domiciliari quali corruttori.

Le accuse 

Secondo quanto riferito durante una conferenza stampa in Procura, il sindaco di Valsolda, in violazione del dovere di astensione in presenza di un palese conflitto di interessi tra il ruolo di titolare di uno studio professionale di progettazione e direzione dei lavori e la funzione di sindaco (e quindi di pubblico ufficiale responsabile del rilascio delle concessioni edilizie, nonché delle autorizzazione paesaggistiche) è accusato di avere ricevuto nel corso di tutto il 2018 (in concorso con il  socio dello studio, nonché dagli altri sette indagati) denaro per circa 25mila euro secondo quanto stimato allo stato attuale Soldi ricevuti apparentemente a titolo di compenso per l’attività di progettazione e professionale prestata. Oltre al denaro, ricevuta anche la promessa di ulteriori soldi a fronte del rilascio o della promessa del rilascio (in assenza delle condizioni di legge o in violazioni di vincoli urbanistici e paesaggistici) di una serie di benefici.

Ovvero di concessioni inerenti la realizzazione di manufatti, anche attraverso false attestazioni nelle segnalazioni di inizio attività e nelle relazioni tecniche di asseverazione, a firma del professionista correo del sindaco, circa l’esistenza dei requisiti e dei presupposti per la realizzazione dell’intervento edilizio; ma anche di modifiche di destinazione d’uso di terreni ed il successivo rilascio dei titoli abilitativi per la realizzazione di  interventi edilizi. E ancora, concessione delle autorizzazioni necessarie per la sanatoria dei lavori abusivi (anche attraverso reiterate richieste, sollecitazioni e pressioni poste in essere dal sindaco sul funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di Valsolda perché rilasciasse i titoli autorizzativi illecitamente promessi). Concessa anche l’approvazione da parte del Comune di Valsolda del progetto di trasformazione dell’ex Caserma di Dasio in 9 unità abitative con conseguente rilascio dei titoli abilitativi.

Il sindaco è altresì accusato di avere accettato la promessa di denaro ed altre utilità economiche avanzata dal proprietario di un terreno situato in una zona a rischio idrogeologico quale prezzo perchè promuovesse l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Valsolda di una delibera di acquisto di detto appezzamento da parte del Comune.

Foto- La conferenza stampa: da sinistra il comandante provinciale dela Guardia di Finanza Alberto Catalano, il Procuratore Generale di Como Nicola Piacente e il Pubblico Ministero Pasquale Addesso catalano-piacente-addesso-2

Le indagini

Nel corso delle indagini si è accertato che la scelta dei privati (attualmente indagati)  di affidare i vari incarichi allo studio di progettazione e direzione dei lavori facente capo al sindaco ed al suo socio ha fatto parte dell’accordo corruttivo, posto che i committenti si sono affidati  allo studio in questione  in quanto hanno potuto (fondatamente) contare sulla capacità del  Sindaco (che unitamente al proprio coreo curava direttamente la progettazione  degli interventi da autorizzare e realizzare illecitamente) di interferire nelle scelte urbanistiche del Comune e nel relativo procedimento amministrativo,  nonchè  sul potere del medesimo di orientarne l’esito.

I clienti privati hanno ottenuto attraverso il compimento di atti e comportamenti contrari ai doveri d’ufficio compiuti dal Sindaco, anche con l’intermediazione del socio di studio, indebiti vantaggi (rilascio di titoli abilitativi illegittimi, omesso esercizio di poteri di autotutela da parte del Comune a seguito della presentazione di  segnalazioni certificate di inizio attività presentate in assenza dei presupposti di legge, la trasformazione della destinazione d’uso di terreni – dichiarati illegittimamente  edificabili, la riclassificazione della categoria d’intervento prevista nel Piano delle Regole del  piano di governo del territorio).

Gli stessi hanno pagato, anche in nero, al sindaco ed al socio dello studio di progettazione e direzione dei lavori  somme di denaro in contanti (pari a circa 25.000 euro, in base a quanto allo stato accertato) nonché hanno promesso o  ulteriori somme di denaro (per importi maggiori rispetto a quelli corrisposti) a titolo di compenso per incarichi di progettazione e direzione lavori rese dallo studio associato per i medesimi interventi edilizi illecitamente assentiti grazie alla conclusione degli accordi corruttivi.

Le intercettazioni

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di ascoltare numerose conversazioni afferenti a pratiche edilizie affidate allo studio nel corso delle quali è stato proprio il Sindaco ad istruire le pratiche del clienti ed a fatturare i compensi dovuti allo studio.

Dalle indagini finanziarie svolte dal Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como è emerso un significativo incremento di fatturato dello studio  associato, in concomitanza della nomina a Sindaco di uno dei soci dello stesso avvenuta per il primo mandato nel 2011. E’ altresì in corso una estesa attività di perquisizione, anche finalizzata all’accertamento di ulteriori episodi di corruzione.

Secondo quanto dichiarato dagli inquirenti, in paese la voce si rincorreva: per poter costruire a Valsolda bisognava passare dallo studio del sindaco.

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