Presunti abusi sessuali: rinviati a giudizio due preti della diocesi di Como

Un apposito provvedimento del Papa ha rimosso la causa di improcedibilità

Il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio dei due sacerdoti della Diocesi di Como don Gabriele Martinelli e don Enrico Radice, il primo con l'accusa di abusi sessuali, che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X in anni precedenti il 2012, mentre il secondo, rettore del Preseminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.

A comunicarlo in una nota, martedì 17 settembre 2019, è la sala stampa della Santa Sede. Le indagini erano state avviate nel novembre del 2017 a seguito di notizie divulgate dalla trasmissione "Le Iene". Nonostante i fatti denunciati risalgano ad anni in cui la legge all’epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa, da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il rinvio è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento del Santo Padre del 29 luglio scorso, che ha rimosso la causa di improcedibilità.

Il commento della Santa Sede

"La Santa Sede, la magistratura vaticana e quella italiana stanno procedendo nelle fasi di rispettiva competenza, pertanto la Diocesi di Como invita tenacemente a riporre ogni fiducia nel loro operato. La Diocesi ringrazia vivamente tutte le persone che con la loro testimonianza e con la consegna di documenti hanno contribuito a ricercare la verità ed esprime paterna solidarietà verso tutti i soggetti coinvolti, a partire da coloro che hanno raccontato, non senza fatica, le loro esperienze".

La vicenda

All’epoca dei presunti fatti Gabriele Martinelli frequentava il Preseminario San Pio X in Vaticano e non aveva ancora presentato la richiesta di ammissione agli Ordini Sacri. Le prime segnalazioni risalgono al 2013 e vennero ritenute infondate nel 2014 dalle autorità ecclesiastiche che espletarono gli accertamenti in merito. Secondo la ricostruzione comunicata dalla Diocesi di Como, quando fu ordinato diacono, il 29 novembre 2016, e presbitero, il 10 giugno 2017, tutte le valutazioni sulla personalità dell'ordinando erano positive e tra la documentazione prodotta non risultava alcun parere negativo, nemmeno da parte di coloro che erano a conoscenza delle accuse rivoltegli anni prima.

L'inchiesta

Quando, nel novembre del 2017, sono emersi nuovi elementi, la Diocesi di Como è stata delegata dalla Santa Sede a espletare un’indagine, durante la quale sono stati acquisiti numerosi documenti e convocate le persone che apparivano direttamente informate sui fatti; di queste, la maggior parte ha risposto all’invito rendendo formale testimonianza. L’indagine delegata alla Diocesi si è conclusa entro pochi mesi e nel maggio del 2018 il relativo fascicolo è stato consegnato alla Santa Sede per il prosieguo rituale della procedura.

Nel frattempo, in via cautelativa, don Gabriele Martinelli era stato limitato nell’esercizio del ministero e sospeso dallo svolgimento di attività pastorali coinvolgenti minori e adulti vulnerabili, provvedimento che resta tuttora in vigore. Misure analoghe sono state assunte anche nei confronti di don Enrico Radice.
"La giustizia ecclesiastica e quella civile impongono il riserbo durante lo svolgimento delle indagini - concludono dalla Diocesi lariana - e, per questa ragione, in tutti questi mesi la Diocesi si è attenuta a una linea di rispetto, di assoluta riservatezza e fiducia ed è rimasta silenziosamente in attesa delle decisioni delle superiori e diverse autorità preposte all’accertamento di fatti e responsabilità".

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