#mettiamocilafaccia, la campagna lanciata da Patrizia Maesani impazza a Como

Si moltiplicano i consensi trasversali a favore di un dormitorio permanente in città

Mesani con i genitori

Non si può certo dire che la campagna lanciata da Patrizia Maesani a favore di un dormitorio permanente per i senzatetto di Como stia passando inosservata. Tutt'altro, la città è scossa. Da tempo si sentivano più voci dire tutte più o meno la stessa cosa: "Dobbiamo fare qualcosa, un gesto concreto". Ed è esattamente ciò che sta facendo la consigliera comunale (ora con il gruppo misto dopo le dimissioni da quello di Fratelli d'Italia) che, dopo aver raccolto con la sua mozione consensi trasversali a Palazzo Cernezzi ha dato vita all'hastag #mettimocilafaccia che in poche ore ha raccolto moltissimi consensi in città e non solo. Politici, di opposte fazioni, scrittori, operatori culturali e sociali, giornalisti, professionisti, musicisti, artisti, fotografi, famiglie intere che non sono assolutamente d'accordo con le politiche sociali del vice-sindaco di Como Alessandra Locatelli, che nel frattempo si è già affrettata a dire che non ci sarà nessuno nuovo dormitorio in città, stanno partecipando all'iniziativa, ognuno con un proprio pensiero e qualcuno, come il collega Alessio Bruinialti, anche con una canzone. La bacheca Facebook di Maesani è letteralmente invasa da decine e decine di post di adesione alla campagna.

"Trasversale, questo è il primo termine che mi viene in mente - racconta Maesani - pensando alla mia città in un primo maggio che è stato diverso. Non si spiegherebbero i volti e le storie tanto eterogenee dei molti comaschi che ieri hanno deciso di aderire ad una campagna lanciata in cinque minuti dalla “Patriziebarbariche” (Patrizia Lissi, Patrizia Maesani e Barbara Minghetti)". 

Como ha una storia di solidarietà, un patrimonio di volontari e valori ben saldi che nascono da molto lontano. E da queste basi che vuole ripartire Maesani: "Ho recentemente riletto la biografia del Senatore Mario Martinelli, un gigante rispetto ai “troppi nani da giardino” che siedono oggi in Parlamento. In quel libro ho compreso come la nostra città si è risollevata da una guerra ed ha ricomposto una lacerazione civile. Lo spirito dei nostri nonni è stato quello di unire le forze senza troppi distinguo, con la capacità di mediazione e ragionamento".

"Ho ripensato in queste ore allo spirito dei nostri padri - prosegue Maesani - quando, grazie anche ad un uomo purtroppo dimenticato di nome Gianni De Simoni, costruì il Villaggio Lario nel Friuli distrutto dal terremoto. Ho ripensato al passato recente ed all'Emergenza Kossovo. Ho rivisto il mio Sindaco, il mio Vicesindaco, Don Scapolo, Padre Beretta e tanti comaschi farsi in quattro per accogliere uomini e donne scappati da una vergognosa guerra che imperversava a pochi chilometri dal confine italiano". 

"Infine - conclude Maesani - ho rivisto le immagini dell'estate 2016, il volto stravolto di Don Giusto, il volto sereno di Don Roberto, il volto determinato di tutti i comaschi che in quell'agosto si sono prodigati per restituire un minimo di dignità ai tanti bambini, donne ed uomini accampati in stazione. Davanti a queste immagini  ho trovato conferma che quello spirito che nasce da lontano è ancora ben saldo in noi e che noi abbiamo l'obbligo morale di custodirlo e consegnarlo integro ai nostri figli, come i nostri padri ed i nostri nonni hanno fatto con noi. Como, quella Como, c'è ancora e ci sta mettendo la faccia".

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