Intolleranze alimentari e infiammazioni: come scoprirle e come curarle

La reazione infiammatoria tra cibo e salute finalmente spiegata in modo scientifico

Intolleranze alimentari

Esiste una forte correlazione tra nutrizione e infiammazione. “Oggi c’è l’evidenza scientifica che molti sintomi clinici siano riferiti al tipo di dieta. Vuol dire che cambiando le abitudini alimentari si può arrivare in molti casi al miglioramento o alla risoluzione di molti disturbi, da quelli più semplici fino a malattie anche gravi” spiega il dott. Attilio Speciani, autore de “Le intolleranze alimentari non esistono – La relazione infiammatoria tra cibo e salute finalmente spiegata in modo scientifico” (Edizioni Lswr). Come? Ce lo spiega nel suo ultimo libro, da cui abbiamo estrapolato alcuni spunti.

Le infiammazioni legate al cibo

Ad oggi sono stati individuati almeno tre differenti tipi di infiammazione correlata al cibo e ognuna di queste tre forme è in grado di provocare, anche da sola, una reazione patologica. In realtà, nella maggior parte dei casi, i tre diversi meccanismi operano insieme, con differenti proporzioni della loro attività nel determinare il risultato finale. Può accadere, comunque, che persone che stiano mangiando il cibo giusto al momento giusto, con il corretto equilibrio tra carboidrati e proteine, presentino ugualmente dei sintomi infiammatori, dovuti per esempio a un uso eccessivo di fruttosio (che su base individuale può causare infiammazione “da glicazione”). Questo significa che anche se le due cause di infiammazione alimentare più importanti sono sotto controllo, la terza può comunque stimolare una reazione non desiderabile.

La cause 

Secondo le conoscenze attuali, i tipi di infiammazione correlata con il cibo possono essere fatti risalire a tre diverse cause:
a) lo specifico tipo di cibo usato;
b) il processo di glicazione;
c) la proporzione di nutrienti in ogni pasto.
Ogni persona ha un profilo alimentare personale definito dal livello di anticorpi di classe G (IgG) correlati con uno specifico alimento, che indicano l’eccesso o la ripetizione costante dell’assunzione di un cibo o di altri a questo simili, appartenenti allo stesso gruppo alimentare.

I prodotti lattiero-caseari e l’artrite
Una persona con un alto livello di IgG per i prodotti lattiero-caseari (o per altri gruppi alimentari) può soffrire di artrite proprio per l’uso quotidiano di queste sostanze. Può ridurre l’infiammazione delle sue articolazioni dolenti e rigide controllandone l’assunzione e mangiandoli invece in due soli giorni della settimana.

Gli zuccheri

Anche gli zuccheri possono avere una forte influenza sull’infiammazione dell’organismo perché possono facilitare o indurre i processi di glicazione, a partire dal saccarosio e dal glucosio presenti nei dolci per arrivare al fruttosio presente nella frutta, nella marmellata e nel vino.

Infiammazione da zucchero e nevralgia

L’infiammazione da zuccheri (come saccarosio, glucosio, fruttosio o maltosio) può causare il blocco o l’irrigidimento di alcune proteine, provocando una condizione di tipo infiammatorio.
Una persona con un’importante nevralgia potrebbe per esempio trovare in modo inaspettato la soluzione alle proprie sofferenze evitando per un certo periodo di tempo l’introduzione di qualsiasi dolce e riducendo l’eccessiva assunzione di frutta o succhi.

Giusta proporzione tra carboidrati e proteine, ad ogni pasto 

Dal 2007, grazie ai lavori scientifici pubblicati da Francisca Lago (2007) dell’Università di Santiago de Compostela, sappiamo che l’artrite o qualsiasi altra infiammazione cronica può essere correlata alla scorretta proporzione di carboidrati e proteine all’interno di ogni singolo pasto.

Anche il momento in cui mangiamo è importante 

È stata evidenziata inoltre una chiara relazione tra la proporzione di nutrienti presenti nel piatto e il momento della giornata in cui si mangiano, e lo squilibrio di questi aspetti può essere responsabile della produzione di adipochine (anche loro sono sostanze infiammatorie), che sono in grado di indurre e mantenere malattie infiammatorie come artrite, colite, tiroidite e altre ancora.  Saltare la prima colazione o usare solo pane e marmellata con il caffè per il pasto del mattino non sono più solo scelte che riguardano il gusto, ma la salute.

Vuoi saperne di più?

Nel suo ultimo lavoro “Le Intolleranze alimentari non esistono” il dott. Attilio Specian spiega:
– come misurare le intolleranze e le infiammazioni;
– quali sono le tre intolleranze alimentari oggi riconosciute;
– le infiammazioni da cibo, malattie e sintomi.

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