Villa Balbiano, un sì da sogno sul Lago di Como

Wedding Day: il Lario e le sue dimore restano la meta più ambita del mondo

Villa Balbiano (Heritage Collection)

Non solo Villa del Balbianello. Il Lago di Como vive la sua fortuna anche grazie all'immenso capitale archettonico che può offrire al mondo del lusso e in particolare al settore wedding, dove i Lario sembra in questo momento avere pochi rivali al mondo. Tra le location più ambite troviamo certamente anche Villa Balbiano, lussosa propietà russa gestita da Heritage Collection. Una magica dimora, che si trova a Ossuccio, in Tremezzina, oggi ambitissima da molte coppie che vogliono rendere davvero indimenticabile il giorno del loro matrimonio. 

Villa Balbiano è stata recentemente rinnovata dal famoso designer francese Jacques Garcia e rimane una delle più grandi proprietà intorno al Lago di Como. La Villa vanta anche importanti dettagli storici come sgli pettacolari affreschi del XVII secolo dei fratelli Recchi e di Agostino Silva. La struttura offre alloggio nelle sue sei lussuose suite nel palazzo principale, che sono state arredate con una esclusiva collezione di mobili antichi e oggetti di arti decorative. Sono inoltre disponibili quattro camere da letto aggiuntive nell'ala sinistra e cinque camere nell'adiacente villino. Insomma un luogo incantato per matrimoni da sogno

La storia

Già nel 1559 Paolo Giovio parlava del luogo dove la sua famiglia possedeva case e terreni coltivati a gelsi e ulivi: "A Balbiano, già suburbio dell'isola, possediamo reliquie de' maggiori nostri, un fondo e case ruinose di singolar magnificenza ...". Sul finire del secolo la proprietà, all'epoca di Ottavio Giovio, fu ceduta al cardinal Tolomeo Gallio che per lunghi anni fece progettare un edificio da Pellegrino Tibaldi su cui poi Marco Gallio andò ad intervenire, nel 1637, modificando la facciata e spianando il terreno verso monte, ottenendo così spazio utile per realizzare il giardino all'italiana. Nel 1778, gli eredi del Gallio, i duchi d'Alvito, cedettero l'intera proprietà a Giambattista Giovio che, nel 1787, la rivendette al cardinal Angelo Maria Durini, nunzio pontificio, cultore delle arti e delle lettere, mecenate e collezionista. Egli fece della villa un autentico luogo di delizia ampliando la casa e il giardino, erigendo statue e fontane e aprendo nuovi viali fra siepi e pergolati. Il Durini poté godere la dimora solo per un solo decennio, fino al 1796, anno della sua morte. Dopo un periodo di abbandono, nel 1872 il palazzo fu acquistato da una famiglia di industriali tedeschi, i Gessner, che fecero della sala da ballo nell'ala ovest una filanda, andata poi distrutta nel 1930. Nel secondo dopoguerra, la villa del Balbiano fu acquistata da Hermann Hartlaub di Monaco che la fece restaurare dall'ingegnere svizzero Vuillomenet. Nel parco vennero introdotte palme, glicini e nuovi arbusti come la profumatissima Olea fragrans. La villa appartenuta poi alla famiglia Canepa, imprenditori tessili, è oggi nelle disponibilità di una propietà russa che fa capo alla Heritage Collection.

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