Vacanze da scrittori su Lago di Como

A Riva di Faggeto Lario "Il rudere" di Giuseppe Guin diventa The Writer's Nest

Sicuramente è uno dei luoghi più affascinanti del Lago di Como. Per anni  il padrone di casa, lo scrittore e giornalista Giuseppe Guin, ci ha traghettato con la sua "Trappola", una bellissima imbarcazione storica, gli amici e colleghi più cari. “Il Rudere” è l’antico rifugio dei cavatori di pietra, costruito sul finire del milleottocento, all’interno di una cava di sassi, risalente all’epoca romana e situata a Riva di Faggeto Lario, sul Lario. Lì vive lo scrittore Giuseppe Guin che in quel luogo, carico di storie e leggende, ha ambientato i suoi romanzi. Ora si è "trasformato" nel Writer's Nest, Il rifugio dello scrittore, dove potrà soggiornarvi chi è in cerca di una atmosfera unica e davvero speciale sul Lago di Como. 

Sul fondo della cava, la roccia a strapiombo conserva ancora i segni dei cavatori di pietra che lì hanno lavorato per secoli, traendo dalla montagna le pietre per costruire le ville e le chiese del lago di Como.  In riva al lago, la spiaggia erbosa è racchiusa dai caratteristici scogli a gradoni circolari, utilizzati in passato dai pescatori di agoni e persici. 

“Il Rudere”: un luogo esclusivo per gustare il fascino di una storia centenaria. Un angolo riservato, dove assaporare momenti unici di benessere, gustando la tranquillità del lago e ascoltando il silenzio delle sue albe e dei suoi tramonti. “Il Rudere”, centoventi metri quadrati, comprende due camere doppie con bagni, una singola e una veranda in legno e vetro, con vista lago. 

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La biblioteca è stata costruita utilizzando dei secolari assi di legno di castagno, fissati nella pietra. Il salotto, di arredi antichi, con la vecchia cucina e il lavello scavato nel granito, è ricavato tra i sassi squadrati della cava. La camera, detta della Bilancia, si affaccia sul lago e dalle finestre, sale lo sciabordio delle onde che si frangono sugli scogli. La camera, detta della Lanterna, domina il bosco di allori e porta lo sguardo sull’anfiteatro naturale, modellato nella roccia. Le porte di legno si aprono con antichi catenacci salvati nei casolari del borgo e le luci filtrano da vecchie lanterne in ferro, forgiato a mano. Intorno, si estendono tremila metri quadrati di prato e bosco, racchiusi verso monte a una parete di sasso e verso lago da una spiaggia erbosa.

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