Lo tsunami dei Balocchi invade Como, luminosa e affollata come mai anche di notte

Un 8 dicembre da incorniciare a lungo: vie e piazze del centro prese d'assalto fino a tardi

Duomo a Como

Como, sabato 8 novembre, ore 20.30. La città è quasi irriconoscibile: tutte le vie e le piazze del centro storico sono ancora attraversate da migliaia di persone che si muovono con la febbre dei balocchi in corpo. Tutti i locali sono pieni, il clima di festa è contagioso. Se si riporta il calendario indietro solo di qualche anno, una trasformazione così radicale della città sembra quasi irreale. Il successo della Città dei Balocchi è strepitoso e occorre riconoscerlo senza attenuanti. Sì, i problemi del traffico e dei parcheggi esistono e il Comune dovrà trovare soluzioni importanti, magari inziando seriamente a pensare ad avviare un sistema navette dai parcheggi di periferia più importanti, visto che anche l'autosilo di Val Mulini ieri è stato preso d'assalto. Ma alla fine, se la città è stata letteralmenete attraversata da un autentico tsunami umano, vuol dire che il "sistema balocchi" è più grande di noi e nessun lamento comasco potrà arginarne l'inesorabile avanzare. Anche perché, occorre dirlo senza girarci troppo intorno, nessun'altra manifestazione che si svolge in città, nemmeno quelle estive, è mai stata in grado di traghettare a Como neanche un decimo delle persone che la kermesse natalizia consegna al capoluogo da mezza Italia del Nord. 

"Non mi piace, ma come puoi contestare un successo di queste proporzioni?". Questo, in sintesi, il commento che circola a bassa voce persino nei "salotti buoni" di Como, ormai arresisi all'evidenza. Meglio subirla in silenzio, senza più criticarla, che mettersi a fermare l'acqua con una scopa. Perchè, va da sè, che l'indotto economico generato dalla Città dei Balocchi è indubbiamente importante, senza poi contare l'attenzione generale sulla città che si è creata anche in questo periodo invernale.

Le ragioni del successo

Ma quali sono le ragioni che hanno portato la Città dei Balocchi a incontrare un consenso così importante, andato anche oltre a quello che gli stessi organizzatori avevano immaginato nei loro pensieri più rosei? Certamente una ragione va assegnata al Magic Light Show, un evento luminoso che ha creato unicità e stupore offrendo uno spettacolo di colore e movimento da piazza Volta a piazza San Fedele. Poi c'è tutto il resto, dalla carica delle 100 casette dei mercatini di Natale alla pista del ghiaccio, dalle mostre ai laboratori. Un meccanismo geniale se persino le attività della polizia penitenziaria sono prese d'assalto: decine di mamme fanno infatti la fila per "mettere in prigione" i loro figli. Ma è tutto un gioco, dopo pochi minuti escono infatti sorridenti e più pestiferi di prima. 

Un'altra ragione di questo successo va certamente riconosciuta a chi ha creduto che allargare la Ztl, leggi portici Plinio e piazza Grimoldi, potesse dare ossigeno e nuovo vigore alla città. E così è stato, perchè il raggio d'azione di questo magico Natale a Como è oggi molto più ampio e certamente non ha concorrenza altrove, anche città più importanti guardano con curiosità a questa formula. Il fatto stesso che persino metropoli come Milano o Torino spingano molti dei  loro cittadini a muoversi verso Como in questi giorni la dice lunga. 

Il Patron

Chi scrive non è mai stato tenero con Daniele Brunati, il patron della Città dei Balocchi. Tanto che ad ogni conferenza stampa il nostro question time era oramai una gag. Ma le critiche, se in buona fede, sono sempre utili. Non devono mai suonare come una sterile polemica ma solo come uno sprone a fare meglio. Ora, con la stessa onestà, non saliamo sul carro dei vincitori, ma semplicemente ci limitiamo ad applaudirlo avendo constatato di persona tutto il seguito che ha saputo costruire di anno in anno, al quale ora si aggiungerà anceh il Lake Como Christmas Light. L'infinita movida di ieri, ha mostrato una Como che sarebbe piaciuta persino a Gaddi. Una città viva e felice, finalmente. Viva nonostante tutti i suoi guai. Conquistata senza resistenza da un popolo multiforme che ha visto la luce a Como.

Il Noir

E mentre questa festa si allungava fino alla notte, zitto zitto (forse persino troppo zitto zitto) il Noir in Festival, altro colpo del pirata Brunati, ha saputo portare a Como momenti di cinema e cultura di grande spessore, su tutti Jo Nesbø al Teatro Sociale. E così, per non far torti a nessuno, anche gli snob sono serviti. Applausi. In piedi. Il bis questa sera. 

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