Storie di Cortile e i magnifici 7: quando la musica è un trionfo dell'anima

Cuore e tanta passione, la ricetta vincente della manifestazione itinerante organizzata da Andrea Parodi

I musicisti a Storie di Cortile (foto di Roberto Sasso)

Non è la prima volta che sento il bisogno di raccontare anche su queste pagine una serata di Storie di Cortile, la rassegna itinerante organizzata da Andrea Parodi. Succede nuovamente perchè ieri, nella magnifica Corte San Rocco di Cantù, si è dimostrato ancora una volta come la musica, quanto frutto di un progetto, di un'idea, possa portare cultura e non essere solo l'improvvisato riempitivo di qualche piazza in estate, vedi Como e il suo bando con sgabello da asporto.

La bravura di Parodi non la si scopre solo oggi, basti pensare ad altre sue creature come il Buscadero Day, il Townes Van Zandt Day o il Light of Day. Ma con Storie di Cortile, evento che mette in luce anche i luoghi, Andrea ha fatto un vero e proprio capolavoro, dando alle note un filo conduttore in grado di offrire al pubblico non solo canzoni ma anche narrazione: il lavoro, lo sport, la luna. In una sola parola, cultura. Ieri era il turno della musica declinata al femminile con una serata intitolata "Rimmel". 

Sul palco c'erano sette magnifici musicisti, la maggior parte di loro non aveva mai suonato insieme prima di ieri, alcuni si sono conosciuti proprio a Cantù. Eppure sembrava di essere al cospetto di una band consumata da anni di concerti: tre americani, Annie Keating, Chris Tarrow, Jaime Michaels; un canadese, Bocephus King; tre italiani, Simona Colonna, Paolo Ercoli, Marco Castelli. Già dal soundcheck, tra di loro è nata una naturale empatia che il concerto ha reso evidente in tutta la sua potenza. Ha ragione Andrea, che conosco da quasi ventanni: "Per organizzare serate come questa, occorre il cuore". E non c'è altra spiegazione: quando la passione scende dal palco e come un fiume in piena travolge il pubblico fino a terzo anello di ringhiere di questa antica corte, vuol dire che sta accadendo qualcosa di magico.

Eh sì, i musicisti sono molto bravi, ma esserlo tutti insieme non era facile. Bocephus King, si sa, è un istrione capace di adattarsi in qualsiasi situazione, capace di far sua Jealous Guy di John Lennon, dopo il racconto di Ezio Guaitamacchi, come Via con me di Paolo Conte. Jaime Michaels ha riproposto la sua versione inglese della Rimmel di Francesco De Gregori, mettondosi poi al servizio del resto della band. Marco Castelli ha invece regalato Enzo Jannacci con la tipica intensità delle sue interpretazioni, Vincenzina e la fabbrica e una Sfiorisci bel fiore da brividi. Annie Keating e il suo chitarrista Chris Tarrow, superbo su Cowgirl in the Sand di Neil Young, alla guida di Angel from Montgomery di John Prine e dell'energica Bring The Sun. Paolo Ercoli, maestro di dobro e mandolino, è stato il solito musicista indispensabile, un americano nato per sbaglio in Italia.

simona colona-2

E poi Simona Colonna, che meriterebbe un articolo a parte. Lei e il suo violoncello sono stati qualcosa di assolutamente unico. Vederla suonare con quel trasporto, con quel sorriso è un piccolo tesoro d'arte musicale che ti riempie l'anima. Almeno tu nell'universo di Mia Martini, la sua Curima Curima in dialetto piemontese, una versione da urlo di Azzurro di Paolo Conte che nemmeno due bravi, due bravi davvero come Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, forse avrebbero reso così potente. Simona è stata il cuore al centro del petto di una sorprendente creatura musicale: il suo battito ha dato ritmo e vita a tutti, il suo archetto è stata l'arteria di una versione corale della sempre travolgente Into My Arms di Nick Cave. Oh Lord! Qualcosa di spirituale in quel momento ha davvero attraversato il pubblico. E poi Bob Dylan: Don't Think Twice It's All Right; non pensarci, va tutto bene. 

Va tutto bene sì. perché la musica non ha confini, non conosce muri. La musica unisce. Oggi più che mai abbiamo bisogno di serate così. Di capire che la bellezza è l'unico elemento di cui abbiamo bisogno, è cibo per l'anima. E dobbiamo dire grazie a chi ha avuto il coraggio di credere in Storie di Cortile. Grazie, Andrea. Questa sera si riparte da Figino Serenza, undicesimo appuntamento di un tour pulsante di 15 date. 

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