La sentenza anti-movida di Como presa a modello per "spegnere" quella di Napoli

Gaddi tuona: "Grazie all’incapacità della giunta la gretta tristezza è un modello da imitare"

Pagina del Mattino di Napoli

E' sembrata a molti una sentenza assurda quella che ha imposto il "coprifuoco" alle 23 in piazza De Gasperi a Como. Sarà pur sembrata assurda questa decisione del tribunale del capoluogo lariano, ma a invocarla, adesso, è addirittura un'associazione di residenti di Napoli. 
Gli abitanti di piazza San Domenico Maggiore hanno iniziato una lotta contro il Comune di Napoli per chiedere di "silenziare" la movida fracassona che imperversa fino alle ore piccole. L'avvocato Gennaro Esposito, membro del «Comitato per la Quiete pubblica», ha chiesto addirittura il risarcimento danni per i residenti, poiché l'amministrazione comunale di Napoli non avrebbe fatto nulla per garantire condizioni di vivibilità agli abitanti.

Tra le varie sentenze invocate per dare forza e sostanza alle richieste avanzate dal comitato di residenti c'è proprio la recente sentenza emessa dal Tribunale di Como su piazza De Gasperi.

A tuonare su Facebook, con l'immancabile tono diretto e provocatorio, è l'ex assessore alla Cultura Sergio Gaddi: "Ora c’è addirittura il lugubre “modello Como” per spegnere tutto alle 23, e ovviamente c’è qualche altro mentecatto in giro per l’Italia che lo invoca. Quindi, grazie all’incapacità della giunta, l’imbecillità fa scuola e la gretta tristezza è un modello da imitare !!! Confidiamo che a Napoli la sentenza comasca venga usata per incartarci i babbà".

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