"Furbetti" delle multe non pagate in Svizzera, in Ticino scoppia il caso: l'81% sono italiani

Secondo la fotografia del Consiglio di Stato le sanzioni non pagate dagli italiani ammontano a quasi 800mila franchi

Lotta senza quartiere agli automobilisti indisciplinati che non pagano le multe: questa volta non Italia, ma in Canton Ticino. 
Nei mesi scorsi le polemiche scatenate dal caso degli svizzeri che non pagano le multe prese in Italia (e che sulle casse del comune di Como pesano per circa 300mila euro all'anno), finite alla ribalta della cronaca nei mesi scorsi anche grazie ai servizi di Striscia la Notizia

Proprio in seguito a quel caso mediatico, anche il Ticino vuole vederci chiaro sulla situazione opposta, ovvero degli automobilisti stranieri che non "conciliano" le multe ricevute in Ticino. 

L'interpellanza del deputato della Lega dei Ticinesi Daniele Casalini

Come scrive il Corriere del Ticino, a fotografare la situazione è il Consiglio di Stato, interpellato in tal proposito dal deputato della Lega dei Ticinesi Daniele Casalini.

La risposta all'interpellanza mostra, in realtà, dati confortanti per il Cantone: "Per quel che riguarda le multe disciplinari di competenza della Polizia cantonale la percentuale di incasso per gli automobilisti residenti negli Stati confinanti si situa mediamente in questi ultimi anni fra il 70% e il 90%". 

Con riferimento alle casistiche contenute nella nuova banca dati (stato a fine febbraio 2019), 

Per quanto riguarda le multe non pagate, invece, "Con riferimento alle casistiche contenute nella nuova banca dati (stato a fine febbraio 2019), le ingiunzioni di pagamento scadute relative a contravvenzioni intimate a debitori residenti nell’UE ammontano a 6.653 casi, per un importo complessivo di 1.020.891,50 franchi". E in testa alla classifica dei "furbetti" ci sarebbero proprio gli italiani. "Di questi – continua la risposta del Governo, riportata dal Cdt – 5.412 casi (ovvero l’81%) sono riconducibili a debitori residenti in Italia, per uno scoperto complessivo di 782.014,10 franchi".

Gli svizzeri riescono a incassare le multe non pagate?

Se il Ticino riesce risalire senza particolari difficoltà ai dati dei furbetti per diverse nazioni, dall'altro il "bello" arriva quando bisogna riscuotere: "In considerazione dell’assenza di accordi internazionali stipulati dalla Svizzera in materia di esecuzione dei crediti di diritto pubblico la Confederazione, i Cantoni ed i Comuni non possono intraprendere all’estero misure volte all’esecuzione di una pretesa".

A meno che l'automobilista indisciplinato non sia un frontaliere: "Nei casi in cui il debitore della multa risulti essere un cittadino italiano residente in prossimità della zona di frontiera italo-svizzera - spiega il Consiglio di Stato- l’Ufficio esazione e condoni procede a delle verifiche manuali volte ad accertare l’eventuale esercizio di un’attività lucrativa nel nostro Cantone. Nel caso in cui dovesse essere confermata l’attività nel Cantone, è infatti possibile avviare la procedura esecutiva mediante il sequestro del salario".

Se poi un automobilista residente in uno stato dell'Unione Europea cercasse di entrare in Svizzera nonostante abbia contravvenzioni non pagate pendenti, le forze di polizia e le autorità doganali e di polizia hanno sistemi di lettura targhe che segnalano quelle ricercate. In tal caso, il veicolo viene fermato dagli agenti che provvedono a incassare la multa. Le autorità stanno inoltre pensando di registrare chi non paga nel Sistema di ricerca informatizzato della polizia a livello svizzero per avere più possibilità di rintracciare i morosi.

Nei mesi scorsi, sul fronte italiano, era arrivata anche la proposta di legge del deputato comasco di Fratelli d'Italia Alessio Butti di far scattare il fermo amministrativo del veicolo finchè non viene saldata la sanzione. 

Insomma, il botta e risposta tra Italia e Ticino continua.

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