Marco Fusi, il re del clarinetto che non piace ai vigili

Il musicista di Erba ha collezionato 7 mila euro di multe suonando in strada, ma ora lo aspetta un festival jazz internazionale

Fusi in una foto dal suo profilo Facebook

Fare il musicista di strada non è difficile solo a Como. Lo sa bene Marco Fusi, clarinettista di Erba che ha collezionato oltre a molte  prestigiose collaborazioni artistiche anche diverse sanzioni municipali per aver suonato per strada in Liguria. Ora si trova così: da una parte oltre 7 mila euro di multe, dall'altra 10 mila spettatori che lo attendono al Nisville Jazz Festival in Serbia, citato dal Guardian tra i dieci jazz festival migliori d'Europa.

A darne notizia, dopo l'annuncio della sua partecipazione alla prestigiosa kermesse musicale, è stata oggi Repubblica, che è risalita alla prima sanzione di 2 mila euro comminata a Bordighera nel 2016. "Avevo violato un regio decreto del 1931 - - ha raccontato Fusi a Lucia Landoni - che era già stato abolito da tempo, anche se a quanto pare i vigili non ne erano a conoscenza". La seconda, nel 2017, di ben 5 milan euro, sempre il Liguria, a Sanremo, città della musica. "Probabilmente - ricorda ancora Repubblica Fusi - è vero solo nella settimana del Festival. Credo che il mio sia un record mondiale. Quale artista può vantare multe di questa entità? Le forze dell'ordine hanno dimostrato un ridicolo accanimento nei confronti di chi fa arte".

Ma poi arriva anche il momento della riscossa: "Mi esibirò nel River Stage - racconta ancora Fusi al quotidiano Repubblica - un anfiteatro da 10mila posti. Quando me l'hanno detto quasi non ci credevo, mi sono salite le lacrime agli occhi - continua il musicista - Per me è una rivincita, dopo che nel mio Paese sono stato trattato in più occasioni come un criminale o un accattone. Sono come Banksy, per me la strada è un mezzo di espressione artistica. La gente l'ha capito, tant'è vero che mi ha sempre sostenuto e difeso, mentre i vigili e le amministrazioni comunali no".

Fusi si fa così portavoce di un diritto per lui sacrosanto ma davvero sempre più camplestato in Italia, ovvero quello di difendere i musicisti che vogliono esprimere liberamente la propria arte anche nelle vie e nelle piazze della città. A Como, dove al momento Fusi non sembra sia mai stato multato, la situazione non è certo tra le più facili. A Palazzo Cernezzi si sta approvando un regolamento che una volta entrato in vigore imporrà ai musicisti di strada l'uso di una piattaforma per prenotare i luoghi della città dove poter suonare. Un regolamento tutto da scoprire ma che difficilmente lascerà poco spazio all'istinto artistico, alla suggestione del luogo e all'improvvisazione musicale. Tema tanto caro soprattutto a chi suona jazz.

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