"Un traductor": insegna all'Insubria di Como il professore che ha ispirato il film

Manuel Barriuso fece da interprete ai bimbi vittime della strage di Chernobyl

Manuel Barriuso è docente al corso di Mediazione linguistica dell’Università dell'Insubria, a Como, ma prima di approdare in Italia nel 2001 ha vissuto esperienze fondamentali per la sua vita e per quella della sua famiglia, ma anche momenti dolorosi per l'intera storia del nostro pianeta. In particolare, l'impatto sui bambini della strage di Chernobyl del 1986. Non è un mistero che, nei giorni successivi all'esplosione del reattore 4 della centrale nucleare ucraina, diversi pazienti in età pediatrica furono trasportati in elicottero a Cuba, dove, come in altri paesi del mondo, si fece qualunque cosa per salvarli. C'era però una grossa barriera linguistica, che rendeva difficile se non impossibile la comunicazione tra i piccoli pazienti e le loro famiglie e i medici, allora ecco che il governo cubano inviò Barriuso, all'epoca un giovane docente di russo, con due figli di 1 e 3 anni. Arrivato all'ospedale lo studioso si trovo, forse per la prima volta in vita sua, catapultato in uno scenario estremamente pratico, drammatico, lontano dalle cattedre dalle accademie. Un dolore intenso, reale, che non solo si respirava ovunque ma che quasi si poteva toccare.

La situazione fu ulteriormente aggravata dal fatto che nei primi giorni, i decessi fra i bambini furono decine. Quelli che erano stati trasportati per primi dall'Europa ai Caraibi erano infatti i più gravi, è quasi nessuno di loro si salvò. Passare da spiegare la letteratura russa a tradurre a una madre parole come "non possiamo fare altro per suo figlio che lenire il dolore, non possiamo salvarlo" fu ovviamente uno shock per l'accademico. I suoi figli Sebastian e Rodrigo erano piccoli ma nel loro immaginario d’infanzia questa storia vissuta e poi sentita raccontare ha condizionato profondamente il senso di umanità. Ecco perché dopo anni che fra loro non ne parlavano più, sentire citare la strage di  Chernobyl durante una festa a Toronto ha risvegliato nel maggiore tutto il dolore e tutto il senso di sconvolgimento che la sua famiglia aveva provato durante quel periodo.

Da questa storia straordinaria è nato un film, diretto a quattro mani dai due fratelli, che Cuba ha indicato all’Academy Awards perché rappresenti il paese fra i film stranieri all'Oscar. La pellicola racconta appunto come nell'arco di 24 ore un docente di letteratura russa della Facoltà di Lingue di L'Avana sia stato trasformato in un traduttore di notizie tremende, ma anche in un ponte fra due diverse culture in un momento di grande dolore per centinaia di famiglie.

“Sto bene in Italia e sto molto bene a Como” dice Barriuso che oggi appunto ha scelto di insegnare non più alla facoltà di Letteratura ma a quella di Mediazione linguistica, quasi una conferma dell'importanza che il docente dà alla lingua come ponte fra le culture e le diverse umanità.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Como, drogava una bimba, abusava di lei e poi vendeva i video: emersi nuovi elementi

  • Ritrovato il corpo di Mattia Gandola, annegato nel lago del Segrino

  • Come si vive a Como? Ecco le risposte di alcuni abitanti: "Paesaggi bellissimi, ma è una città per vecchi"

  • La testimonianza: "In Svizzera il Covid vissuto con coscienza, in Italia la mascherina è più un bavaglio"

  • Como, si sposano i due senzatetto Silvia e Alessandro: il primo incontro fu su una panchina 10 anni fa

  • Doccia fredda per turismo e commercio a Como: la frontiera con il Ticino non riprirà il 3 giugno

Torna su
QuiComo è in caricamento