La giunta Landriscina ha dichiarato guerra a cultura e turismo

Musei, Infopoint, Villa Olmo, monete d'oro: è tutto un flop (certificato dai numeri)

Como

I dati del nuovo infopoint parlano chiaramente di un fallimento, certificato da 20 mila presenze in meno in via Albertolli rispetto al Broletto. I dati dei musei parlano di un altro fallimento, certificato da 13 mila visitatori in meno nel 2019. Tutto questo mentre i dati sulle presenze turistiche a Como sono in continua crescita. Evidentemente qualcosa non va. Scelte strategiche decisamente sbagliate, tempistiche che non tornano, e nemmeno i conti. Almeno quelli della tassa di soggiorno - raddoppiata in inverno - che porterà alle casse di Palazzo Cernezzi cifre vicine ai 2 milioni di euro senza che ci sia allegato un piano d'investimento almeno triennale. Ma ci si accontenterebbe anche di un'idea che non resti un'astrazione.

Non è quindi un caso se in questo desertico paesaggio cittadino senza visioni per la cultura e il turismo, il Comune di Como si trovi nell'imbarazzante situazione di avere fuorigioco ben quattro location prestigiose come il Broletto, San Francesco, San Pietro in Atrio e Spazio Natta. Un poker di spazi indisponibili che evidenzia anche qui una carenza gestionale non all'altezza del prestigio di un capoluogo che dà il nome al lago più bello del mondo. D'altronde basti pensare alla situazione dei Giardini a Lago o peggio ancora di Villa Olmo, incatenata a un palo senza destino, svuotata delle Grandi Mostre e riempita di nulla, per capire che è tutto il sistema culturale e turistico a non funzionare.

Ci si fascia la testa per la Città dei Balocchi, come fosse il male assoluto e non un treno che attraversa ad alta velocità una città che dorme, ma nessuno si scompone per un'estate programmata malissimo solo a luglio per partorire, in un vuoto gigantesco, la brillante idea che il pubblico per sedersi e assistere agli spettacolini debba andare a prendersi uno sgabello e finito lo spettacolino riconsegnarlo. Cosine da festa di paese che danno la misura odierna delle ambizioni di un città che ha persino pensato, in tempi migliori, di concorrere a Capitale della Cultura. 

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Tuttavia, a volte basterebbe un po' di fortuna. E un pochino in effetti è persino arrivata con il ritrovamento di un sacco pieno d'oro. Ma anche qui, alla fine, a Como di quelle monete ne resterà solo una manciata. Dove? All'ex Chiesa delle Orfanelle all'interno del Museo Giovio. Peccato però che il sito prescelto, come evidenziato dalla Soprintendenza, sia in stato di "grave degrado". Ragion per cui, prima di collocarci il resto del tesoretto rimasto in città, occorrerrà avviare un importante progetto di riqualificazione. Così, alla fine, anche su questa pioggia d'oro non ci resta che aprire l'ombrello e aspettare.

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