Spostamenti tra le Regioni, la decisione sarà presa in base ai dati (e probabilmente con poco preavviso)

Cautela da parte dei ministri degli Affari regionali e della Salute: ipotesi di permesso in base all'indice di contagio regionale

foto di Giovanni Bignone

Quello degli spostamenti tra le regioni sarà il tema caldo della prossima settimana. Così almeno sembrerebbe dalle ultime dichiarazioni rilasciate dal ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, e dal ministro alla Salute Roberto Speranza che dichiarano che saranno fondamentali i dati che arriveranno. La decisione sarà quindi presa in base ad un sistema di monitoraggio che consentirà di stabilire quali sono le regioni ad alto, medio e basso rischio. Gli ultimi dati, secondo Speranza, sono incoraggianti e lasciano ben sperare ma si attendono quelli che perverranno la prossima settimana e che vedranno analizzati i giorni successivi al 18 maggio, quando erano già aperti, sebbene con le apposite cautele e norme vigenti, bar, negozi e ristoranti. «E' presto per parlare della riapertura dei confini regionali. Potremo decidere solo alla fine della prossima settimana, tra venerdì e il 1 giugno, ribadisce Speranza, quando conosceremo gli effetti delle riaperture del 18 maggio». Quindi se è vero che nelle varie tappe della ripartenza è cerchiata in rosso la data del 3 giugno per la riapertura tra le Regioni, è altrettanto ben evidenziato «che tutto dipenderà dagli indici di contagio che registreremo al momento della decisione»

La decisione sarà presa, in base a queste dichiarazioni, a pochi giorni (o ore?) dal 3 giugno (data indicata nel decreto per consentire lo spostamento tra le regioni) e terrà col fiato sospeso molte attività, specialmente quelle legate al turismo. 

Come abbiamo sentito da molti operatori comaschi e non, anche se le agenzie hanno riaperto (e così stanno gradualmente facendo anche gli hotel), risulta ancora davvero difficile capire cosa si potrà fare questa estate e dove si potrà andare. Anche per quanto riguarda confini e frontiere la situazione è ancora nebulosa. 

Gli spostamenti in base all'indice di contagio?

Qualcuno ha ipotizzato un'apertura parziale delle regioni in base all'indice di contagio. Questo dato proviene dal report settimanale, secondo il meccanismo di monitoraggio messo a punto dal ministero della Salute. Un parametro che, in sintesi, rappresenta il numero medio di infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento dell'epidemia. L'indice di contagiosità Rt in Italia cambia molto nelle varie regioni ed è ancora oscillante. 

E proprio tenendo conto del livello di rischio, l'apertura potrebbe non essere totale ma consentita solo tra regioni con lo stesso indice di contagio. Le riaperture dei confini interregionali, insomma, saranno condizionate dal report settimanale che darà le indicazioni per concedere il via libera agli spostamenti tra regioni diverse. Infine sarà  compito del governo quello di stabilire i criteri per autorizzare le riaperture, e i presidenti di regione potranno, a loro volta, mettere delle limitazioni.

Al momento, in base a questo criterio, se dovesse essere quello scelto per gli spostamenti, i Lombardi potrebbero andare solo in Umbria e Molise.

Se i dati saranno positivi  e tutte le regioni considerate a basso rischio, ci sarà la riapertura, se no, per alcune almeno, potrebbe slittare di una o due settimane. 

Ecco gli ultimi dati degli indici contagi delle Regioni:

Coronavirus indice Rt contagi-2-2

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