Bonus spesa e cibo: gli aiuti del governo in provincia di Como arriveranno attraverso i servizi sociali

Ecco a chi andranno e come, secondo la bozza del decreto

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Il premier Conte e il ministro dell'Economia Gualtieri hanno annunciato che il Governo ha deciso di anticipare il trasferimento ai Comuni di 4,3 miliardi di euro che sarebbero dovuto arrivare a maggio dal Fondo di solidarietà comunale.

Coronavirus, buoni spesa e aiuti alimentari: cosa sono

Nel nuovo decreto firmato da Conte, secondo quanto si legge in una bozza circolata ieri 29 marzo, ci sono anche "misure straordinarie e urgenti per fronteggiare l'emergenza alimentare". Oltre ai 4,3 miliardi – destinati a sostenere i singoli comuni in generale – saranno infatti assegnati ai circa 8mila municipi italiani 400 milioni di euro, destinati specificatamente a chi in questi giorni non ha i soldi per fare la spesa. Questi aiuti si concretizzeranno nella distribuzione di pacchi alimentari con cibi di prima necessità e di buoni spesa ai cittadini indigenti. Inoltre, Conte ha lanciato un appello alle catene della grande distribuzione perché aggiungano un ulteriore 5-10% al valore del buono quando il cittadino si presenta a fare la spesa.

Aiuti per fare la spesa: chi ne ha diritto e come saranno distribuiti

I fondi verranno erogati dallo Stato ai Servizi sociali dei comuni, e saranno criteri legati al reddito pro capite e alla dimensione del paese a stabilire quanto ogni Comune percepirà.

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Ma come saranno distribuiti tra la popolazione? La bozza del decreto stabilisce che "le risorse ricevute da ciascun Comune per la solidarietà alimentare saranno destinate, con un vaglio preventivo molto semplificato e flessibile, da parte dei servizi sociali comunali a tutti coloro che versano in situazione di necessità alimentare". Ogni Comune potrà anche scegliere di aggiungere di tasca propria fondi a questo scopo, “con donazioni defiscalizzate di generi alimentari o di buoni acquisto o buoni sconto da parte di privati, di produttori, di distributori". Le amministrazioni cittadine inoltre, considerando la particolarità della situazione – e il bisogno di risposte tempestive –, potranno acquistare questi buoni dai privati senza bando di gara.

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