Coronavirus, un caso anche a Lecco: non è grave

I tre bimbi trovati positivi stanno bene

Mercoledì 26 febbraio: C'è un caso a Lecco, si tratta di un dipendente della Snam di San Donato Milanese, al momento ricoverato in discrete condizioni.
Sono 258 i casi di Coronavirus accertati in Lombardia e le vittime salgono a 9. Ci sono una bimba di 4 anni e due ragazzi di 10 e 15 ricoverati tra Pavia e Bergamo, ma le loro condiizoni non destano preoccupazione.

Lunedì 24 febbraio ore 19.20: E' morto il paziente che era ricoverato all'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia in provincia di Como. L'uomo aveva 62 anni ed era di Castiglione d'Adda. Era stato trasferito nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2020. Soffriva di una patologia che richiedeva la dialisi. Salgono così a 7 i morti in Italia per coronavirus. Poche ore prima infatti, un uomo di 80 di Castiglione d'Adda era morto al Sacco di Milano. Il paziente, oltre a provenire dalla stasse cittadina del paziente 0, era stato ricoverato il suo stesso giorno a causa di un infarto.

Lunedì 24 febbraio 2020. Quinto decesso per coronavirus in Italia e quarto in Lombardia. Si tratta di un uomo di 88 anni di Caselle Landi, in provincia di Lodi.

Quarto decesso per coronavirus in Italia e terzo in Lombardia. Si tratta di un 82enne ricoverato a Bergamo.

Domenica 23 febbraio 2020. Si registra il primo caso di contagio da coronavirus in provincia di Sondrio. Ad averlo contratto uno studente di 17 anni di Valdidentro, frequentante l'Istituto agrario di Codogno, paese focolaio dell'epidemia giunta dalla Cina.

Nella giornata di sabato 22 febbraio il ragazzo era stato sottoposto al protocollo d'intervento ministeriale dopo che la famiglia allarmata dai sintomi di malessere riportati aveva contattato il 112.

Il 17enne era tornato a casa il giorno prima, di venerdì, a causa della chiusura delle scuole, disposta dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi. Svegliandosi il giovane aveva dimostrato un significativo malessere con febbre molto alta.

Sabato 22 febbraio 2020. E' del 22 febbraio, la prima vittima lombarda del Coronavirus. La donna era ricoverata per una polmonite e il risultato del tampone è arrivato soltanto dopo il suo decesso. Non è ancora certo, ma pare probabile, se fosse legata al focolaio di Codogno.
Ieri sera intorno alle 11 era morto Adriano Trevisan, il muratore padovano in pensione, di 78 anni, prima vittima italiana del CoViD 19, ricoverato epr una polmonite 10 giorni fa.

Intanto aumentano i casi di contagio in Lombardia dove il paziente 1, il 38enne ora ricoverato in gravi condizioni in provincia di Lodi, ha avuto diversi contatti grazie alla sua attività sportiva, che l’ha portato a interagire con centinaia di persone nella nostra regione. I contagi accertati sono 36 e il numero delle città e dei paesi raggiunti da misure speciali è salito a 10, coinvolgendo anche centri più grandi rispetto a ieri, come Piacenza e Cremona. Molti sono a un centinaio di chilometri da Como. Resta ancora in dubbio l’identità del paziente 0 in Lombardia, perché l’amico del 38enne, indicato in un primo momento perché rientrato a gennaio dalla Cina, sarebbe risultato negativo ai primi esami.

Venerdì 21-02-2020. Sono Codogno, Castiglione d'Adda e Casalpusterlengo i primi 3 paesi per cui la Regione ha chiesto con “indicazione perentoria” ai cittadini di non uscire di casa, il suggerimento arriva a scopo precauzionale. Le persone invece direttamente entrate in contatto con il 38enne risultato positivo per primo in Lombardia al test sono tutte in quarantena. Ma facciamo un passo indietro.

Il coronavirus in Lombardia

Sono 6 le persone che nel momento in cui scriviamo risultano contagiate da Coronavirus in Lombardia. Il primo caso è quello di un 38enne di Lodi che aveva manifestato i primi sintomi già il 15 febbraio. Sono poi risultati positivi anche la moglie e uno stretto conoscente, che con lui condivideva l'attività sportiva, tutti più o meno coetanei. Attualmente il primo contagiato è ricoverato a Codogno in terapia intensiva per polmonite e le sue condizioni sarebbero troppo critiche per essere trasportato all'ospedale Sacco di Milano, dove invece attualmente sono ricoverati l’amico e la moglie. Secondo il racconto di quest’ultima, il marito avrebbe incontrato a inizio febbraio un amico, manager di un'azienda della zona, che era rientrato dalla Cina il 21 gennaio. Non si sa ancora se quest’ultimo individuo, che potrebbe essere il paziente zero, di fatto lo sia, poiché attualmente le sue condizioni di salute sono buone e soltanto il tampone potrà stabilire se abbia contratto il virus e sia poi guarito.

I controlli

Intanto è stato fatto il tampone a 150 persone che sono entrate in contatto con l'uomo oggi ricoverato a Codogno. Negli ultimi giorni sono risultate positive altre tre persone, che si sono presentate al pronto soccorso con un quadro clinico simile a quello della polmonite. Provengono tutte dalla stessa zona del Lodigiano del paziente più grave.

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Le raccomandazioni della regione

Valide in particolar modo per i residenti del Lodigiano, sono da tenere in considerazione anche se si abita nel resto della Lombardia: “Coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio”.

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