Spesa a domicilio a Como, attenti alle consegne con Glovo

Se mancano alcuni prodotti vengono addebitati lo stesso. E ottenere il rimborso non è affatto facile

Foto di repertorio da MilanoToday

A Como città, come è noto, sono attive diversi famosi brand di consegne a domicilio di cibo e bevande, ma solo Glovo propone anche la consegna della spesa del supermercato. Una iniziativa allettante per molti comaschi che possono vedersi recapitare una piccola spesa direttamente a casa nel giro di pochi minuti dal momento dell'ordine. Un servizio non da poco in questo momento di emergenza sanitaria in cui meno si esce di casa meglio è. Su internet, però, ci si imbatte in diversi forum dove ci sono numerosi commenti di utenti rimasti a dir poco delusi. Molti segnalano di avere ricevuto meno prodotti di quelli ordinati ma di essersi visti addebitare anche quelli mancanti. Insomma, se l'ordine è di 50 euro di prodotti (al netto del costo di consegna) ma ne vengono recapitati di meno, per esempio per un ammontare di 40 euro, sull'estratto conto della carta di credito l'addebito sarà di 50 euro.
In tutto questo, però, va detto che il supermercato non sembra avere alcuna colpa: infatti lo scontrino emesso dal punto vendita riporta gli esatti prodotti effettivamente consegnati. Insomma, alla fine è Glovo che trattiene i soldi in più. Prima di pubblicare questo articolo abbiamo più volte contattato Glovo per chiedere spiegazioni ed eventuali precisazioni sui fatti, ma non abbiamo mai ricevuto risposta.

Quando ordine e scontrino non coincidono

Abbiamo provato a utilizzare la app di Glovo per acquistare la spesa in un noto supermercato situato nel centro storico, ed ecco cosa è successo. Con l'ordine del 14 marzo abbiamo acquistato prodotti per un totale di 24,46 euro. Lo scontrino del supermercato era, però, di 22,66 euro. Dunque, contando in questo caso 1,5 euro di costo di consegna il totale sarebbe dovuto essere di 24,16 euro, ma sul conto della carta di credito che abbiamo utilizzato sono stati addebitati 25,96 euro. Dunque, 1,8 euro in più del dovuto.
Una piccola differenza che in altri casi è stata, però, ben superiore. Il 21 marzo, per esempio, a fronte di un ordine di prodotti per 34,81 euro (e 3,9 euro di consegna), è arrivata una spesa debitamente scontrinata pari a 24,54 euro. In questo caso i soldi in più addebitati sono stati pari a 10,27 euro.

Di nuovo, il 30 marzo a fronte di un ordine di 55,08 euro di prodotti (più 4,9 euro per la consegna) è arrivata una spesa di 44,77 euro. La differenza è stata anche questa volta addebitata. 
E ancora, il 31 marzo ordinati prodotti per 21,98 euro, ma arrivati solo per 17,84 euro. Differenza addebitata sul conto della carta di credito utilizzata.

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Il problema dei rimborsi

Cominciamo con il dire che deve essere premura del consumatore verificare l'importo scontrinato dal supermercato (lo scontrino generalmente è dentro a una delle buste della spesa consegnata) e confrontarlo con l'ordine effettuato. Se non coincidono l'utente deve immediatamente chiedere il rimborso all'assistenza di Glovo attraverso la app. In teoria non dovrebbero esserci problemi 8anche se sono molte le lamentele in merito a ritardi o mancati rimborsi). Ma cosa succede se un consumatore si accorge delle varie discrepanze solo il mese dopo verificando l'estratto conto della propria carta di credito? Chiedere il rimborso diventa una vera e propria odissea. Innanzitutto è praticamente impossibile parlare con una persona al telefono. Si può solo comunicare attraverso chat o mail. Dopodiché anche qualora aveste conservato gli scontrini e possiate dimostrare l'ammontare dei soldi che vi sono stati addebitati ingiustamente, il rimborso non è affatto scontato. Noi l'abbiamo chiesto il 6 aprile spedendo una mail con la copia dei quattro scontrini, ma ancora nulla da fare. Tra l'altro sembra che Glovo, nel caso erogasse il rimborso, lo accrediti sul conto dell'app. Significa, in poche parole, che si è costretti a spendere il rimborso sempre utilizzando la consegna Glovo.

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