Como città turistica, anno zero

Il degrado ai Giardini a lago e nella zona dell'Hangar: brutto esempio di una città non ancora all'altezza della fama del Lario

I Giardini a lago di Como (foto m/p)

La fama internazionale del Lago di Como non conosce confini. Noi stessi riportiamo quasi ogni giorno la cronaca di un successo internazionale che vede il Lario tra le mete turistiche più ambite al mondo. Il rovescio della medaglia vede però una città non ancora all'altezza del suo ruolo di capoluogo. Già orfani del lungolago, che si avvia rapidamente a compiere 12 anni di cantiere, i problemi che assillano Como non sono solo quelli infiniti delle paratie. Basta infatti fare un giro dalle parti dei Giardini a lago, in attesa di un restyling ancora tutto da scoprire nei tempi e nei fatti, per rendersi conto che da queste parti, in una delle zone più prestigiose della città, la parola turismo sembra davvero fare a pugni con la realtà. A ininziare da quel vecchio totem, simbolo permanente delle mostre che non ci sono più. 

2 hangar como settembre 2019 - mp-2

Non è da meno la zona dell'Hangar, dove l'asfalto sembra reduce da un bombardamento e dove in piazzale Somaini, come ci aveva segnalato un lettore nei giorni scorsi, le condizioni di alcuni tratti del lungolago sono disastrose. Un degrado inaccettabile che pone un questione non più rimandabile: tutta l'area deve essere rivista. Occorre prendere in seria condiderazione l'ipotesi che tutta la zona intorno allo stadio debba diventare interamente pedonale, come spesso sostenuto, ad esempio, dall'ex assessore Lorenzo Spallino. Questo prezioso quartiere, rilevante anche dal punto di vista architettonico e non solo paessaggistico, non va solo rimesso in condizioni di decenza ma deve essere totalmente ripensato in chiave turistica, per diventare un naturale compendio a lago che ci accompagna (a piedi) fino a Villa Olmo. 

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Intanto questa è la situazione, che fa ben comprendere come il potenziale dell'economia turistica sia ancora lontano dall'essere considerato vitale per Como. Attenzione però: il decoro di quest'area lo si deve soprattutto ai cittadini, a chi questi luoghi li vive tutti i giorni. E non solo in nome della sicurezza per cui ci si è tanto spesi da queste parti. Mettere in "ordine" i Gardini a lago e la zona dell'Hangar vuol dire innanzitutto renderli più belli e vivibile per tutti. 

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