Spazio Gloria di Como, servono 750 mila euro per l'acquisto

Al via la campagna per reperire i fondi, 15 mesi per salvare il cinema di via Varesina

Al sinistra Enzo D'Antuono al Gloria

Del caso Gloria ce ne eravamo occupati anche lo scorso settembre in questo articolo e a riportare attenzione sul caso Gloria ci aveva pensato il TG2 con un servizio di Luca Raimondo lo scorso 13 gennaio. L'ultimo cinema di Como che non sia un multisala, dopo la chiusura che si spera provvisoria dell'Astra, non si arrende e oggi ha presentato il suo progetto definitivo di acquisto della struttura con una formula per certi versi innovativa. Enzo D'Antuono, che da anni si batte per il Gloria, questa mattina ha infatti spiegato nei dettagli il piano per acquisire la proprietà del Gloria: servono in tutto 750 mila euro. Venerdì 1 marzo con "Manchi tu nell'aria", l'evento che di fatto lancerà la campagna d'acquisto della sala di via Varesina. Di seguito tutti i dettagli dell'operazione. 

Manchitunell’aria - Il Progetto

Durante questi dodici anni abbiamo fatto fronte a diverse crisi economiche, che talvolta ci hanno portato sull'orlo della chiusura, ne siamo sempre venuti fuori guardando avanti, cogliendo in ogni crisi nuove possibilità di sviluppo, abbiamo imparato a vivere nel terremoto, portando il progetto Spazio Gloria alla sua piena maturità. E così anche oggi a fronte della decisione della proprietà di vendere lo stabile, che decreterebbe la fine di questa esperienza abbiamo deciso di provarci.

Dodici anni fa abbiamo riaperto questo luogo coscienti della problematicità di tale operazione, lo abbiamo fatto contando sul fatto che in città e nel suo territorio ci fossero sensibilità in grado di sostenerla; il tempo ci ha dato ragione e, così come allora, pensiamo che si possa innestare un grande movimento di persone che si assumano la responsabilità non di salvare ma preservare un’esperienza viva e pulsante, e possano realizzare l’acquisto collettivo di questo luogo, preservarne la funzione e garantirlo alla città negli anni a venire

Scommettiamo su questo, sul forte legame creato col territorio in questi anni, sulla forza coinvolgente di un progetto che mette al centro il valore della cultura nella vita di una comunità e riprende il tema della mutualità e del sentirsi un noi nella società dell’io dominante. Un’operazione che non è di semplice resistenza ma che intende guardare al futuro, per sviluppare al meglio le potenzialità dello spazio e farne sempre più un luogo di fruizione e produzione culturale oltre che di incontro e socialità

Scheda progetto

Costo
€  750.000  comprensivo di: costo immobile, spese fiscali e notarili, interventi di manutenzione straordinaria, costi di gestione del progetto.

Ripartizione

Mutuo ventennale                       € 250.000
Fondo prestito sociale                € 130.000
Raccolta fondi                             € 350.000

Coperture

Mutuo ventennale rata prevista 1.600 euro  ca. per un totale di € 19.200 annui. La copertura di questa voce avviene utilizzando le plusvalenze derivanti dalla cessazione del canone d’affitto di complessivi 30.000 euro annui. La restante cifra andrà a copertura delle spese di IMU attualmente a carico del proprietario.

Fondo prestito sociale.  Fondo decennale, le somme versate sono vincolate per dieci anni ed è prevista una restituzione annuale non superiore al 10% della somma versata. E’ previsto un conto corrente dedicato. La copertura di questa voce avviene in massima parte con l’acquisizione del canone d’affitto dell’antenna Vodafone (10.000 euro annui) attualmente appannaggio della proprietà.

Raccolta fondi.  Prevista piattaforma crowdfunding e raccolta diretta. Vengono proposte 3500 quote da 100 euro l’una. Viene aperto un conto dedicato per raccolta fondi da iniziative o donazioni particolari.

Nota: le tre forme di copertura indicate sono quelle attualmente ipotizzabili. Non si esclude nel corso del progetto l’acquisizione di altre linee di finanziamento, pertanto le voci fondo prestito sociale e raccolta fondi possono variare.

Percorso

Il progetto si sviluppa nella arco di tempo che va dall’1 marzo 2018 al 15 giugno 2020 e prevede dei passaggi intermedi: l’ 1 marzo prende avvio la campagna che avrà un primo step al 10 giugno 2019, a quella data, dopo i primi tre mesi della campagna, viene effettuata la verifica e una valutazione   sul suo andamento , sulla base della quale si assumerà la decisione finale per andare alla firma del compromesso. 

Soggetto

Il bene viene acquisito dall’Associazione di promozione sociale Arci Xanadù; in quanto tale il bene diventa una proprietà collettiva, indivisibile e con destinazione d’uso a bene di interesse pubblico per attività culturali e destinato a restare tale anche in caso di scioglimento dell’associazione, con destinazione a soggetto analogo già esistente o di nuova costituzione.

Gloria, il luogo comune

Como, alla fine del 2005 soffocato dall’apertura contemporanea di due multisala, chiudeva il cinema Gloria. Con esso chiudeva uno degli ultimi cinema storici della città e veniva a compimento il processo di erosione del significato di cinema inteso  come un luogo del vissuto, trasformato in puro luogo di consumo. Avveniva per il cinema ciò che avviene in ogni aspetto del vivere umano nelle attuali società cosiddette avanzate.

Il Cinema Gloria oltre che avere una propria programmazione di qualità, aveva ospitato  per anni cineforum molto seguiti in città, era stato spesso luogo per iniziative pubbliche di associazioni e sindacati; insomma un cinema storico nel vero senso della parola

La sua chiusura si inseriva così in un panorama cittadino che negli anni era andato sempre più impoverendosi di spazi e occasioni di incontro e di cultura, che aveva reso Como   una sorta di  non luogo fatto di una periferia abbandonata a se stessa e un centro completamente piegato al commercio e alla finanza.

Agli inizi del 2007 il cinema Gloria riapre e rinasce ad opera del neocostituito circolo ARCI Xanadù, un gruppo di “visionari” convinti che si potesse  non subire il declino civile e culturale della città ma rilanciare con una esperienza che potesse rappresentarne una  controtendenza; con la convinzione che ciò fosse necessario ma anche vincente perché esistente in città e nella provincia una ampia area di persone e un vasto tessuto associativo in sintonia con questo pensiero e quindi in grado di sostenerne la progettualità.

Così il cinema Gloria diventa Spazio Gloria, in un progetto che abbiamo definito Il cinema post cinema,  cioè un vero e proprio spazio polifunzionale  in cui il cinema di qualità si intreccia con attività di teatro, musica dal vivo, reading e incontri. Un luogo di fruizione di eventi artistici, ma anche laboratorio di progetti ed esperienze artistico-culturali, luogo di incontro e socialità, spazio  disponibile anche per associazioni, scuole, comunità di immigrati e istituzioni stesse.

Sono trascorsi dodici anni da allora, dodici anni intensi e ricchi durante i quali il progetto ha preso sempre più corpo, ha rotto le diffidenze e i pregiudizi che lo circondavano  conquistandosi la stima di gran parte della città.

Xanadù conta oggi circa 2500 soci che sono un'enormità per un luogo come Como, è aperto da settembre a maggio praticamente tutti i giorni, nel solo 2018 abbiamo proiettato  95 film, sia con la normale programmazione che con rassegne come la storica I lunedì del cinema, e ospitato 21 eventi live; abbiamo dato ospitalità a 18 associazioni e 12 scuole per realizzare proprie iniziative, abbiamo organizzato il festival di cinema indipendente Fuori mercato.   Inoltre, tanto per non farci mancare nulla, da giugno ad agosto trasferiamo l' attività all'aperto con rassegne estive come 35 mm sotto il cielo, Sdrive in, Tra la luna e le stelle per un totale nel 2018 di 45 serate di proiezioni. 

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