Baby gangster di Como, adesso la vera sfida è educarli

Non avevano la percezione della gravità di quanto stavano commettendo

Baby gang (foto repertorio SalernoToday)

Dopo lo sbigottimento arriva il tempo della riflessione. La notizia dei 17 minorenni di Como e provincia arrestati per avere preso parte a una baby gang che ha seminato il panico tra i loro coetanei e non solo, lascia sgomenti ma fa anche sorgere spontanee alcune domande. Come sono arrivati questi ragazzi a compiere rapine, furti e vandalismi per mesi e in numero così elevato senza che nessuno li fermasse prima? Carabinieri e polizia che li hanno arrestati hanno spiegato che quasi tutti arrivano da famiglie di estrazione sociale medio bassa, ma questo non può bastare a spiegare il fenomeno. Tanto più che Como non si può certo classificare come "zona a rischio", dove povertà e disagi sociali sono a livelli tali da spingere i ragazzi a trovare la loro strada nella criminalità.

Così hanno devastato un appartamento: guarda il video

Certo, scuola e famiglia nei loro casi hanno indubbiamente fallito la loro missione educativa. Sono gli stessi investigatori dei carabinieri e della polizia di Stato ad avere spiegato che tutti i ragazzini non avevano la reale percezione della gravità di quanto stavano commettendo. In poche parole, non credevano di stare compiendo veri e propri reati. Non dovrebbe sorprendere così tanto se è vero, come è vero, che persino i loro genitori hanno sminuito i fatti davanti agli uomini delle forze dell'ordine. Mamme e papà, quando gli è stato raccontato cosa aveva combinato i loro figli, hanno parlato di semplici bravate. Ma l'escalation dei reati è stata tale che il sostituto procuratore del tribunale dei minori non ha potuto fare altro che porre un definitivo freno ordinando gli arresti e le altre misure cautelari. Ecco così che 5 ragazzi sono finiti al carcere minorile di Milano, ltri 7 affidati a una comunità e 5 obbligati alla permanenza in abitazione.

L'assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, ha espresso soddisfazione per l'operazione di Polizia di Stato e i Carabinieri di Como che hanno fermato la baby gang che operava a Como (la quasi totalità dei ragazzi è residente nel territorio del capoluogo).

"Un plauso - ha dichiarato l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato - a coloro i quali hanno profuso massimo impegno in questa operazione svolgendo un lavoro eccellente. Si tratta di una situazione allarmante, che vede protagonisti di numerosi episodi delittuosi giovani ragazzi che, spinti da un senso di impunità, si sono dimostrati pericolosi e pregiudicati". 

"Questa è l'occasione - ha concluso De Corato - per ricordare quanto importante sia anche il ruolo di scuola e famiglia nell'educazione dei giovani d'oggi, adulti di domani. Per questi 17 ragazzini, ai cui mancava la percezione e la gravità del reato, inizi ora un percorso di rieducazione negli istituti preposti.

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