Sull'Isola Comacina il prato diventa un'opera d'arte: la nuova creazione di Ralf Witthaus

L'artista tedesco reinterpreta i perimetri delle antiche chiese e le decorazioni della zona archeologica

L'opera sull'Isola Comacina ph Mattia Verdolin

La forma delle rovine della chiesa antica diventano quelle di un gommone carico di speranza disegnato sull'erba: è la nuova opera dell'artista tedesco Ralf Witthaus, realizzata nei giorni scorsi sui prati dell'Isola Comacina. Un disegno a terra che i visitatori possono attraversare liberamente e che rimanda, nello stile grafico, alle decorazioni di oggetti ritrovati nella zona archeologica.

A prima vista è un grande disegno a semicerchio. L’aspetto esterno di un gommone si riconosce solo ad un secondo sguardo, o dall’alto, a causa delle dimensioni dell'opera: circa 240 metri quadrati. Il disegno è simile, nella forma, ai vicini resti murali planimetrici delle antiche chiese dell'isola, distrutte nel 1169 dalla guerra che Como dichiarò all'Isola e dalla furia incendiaria del Barbarossa. Secondo la leggenda, i sopravvissuti alla distruzione fuggirono sull'altra sponda del lago, in un luogo, situato nei pressi di Varenna, da loro ribattezzato "La Insula Nova". E così, infatti, l'artista di land art Ralf Witthaus ha intitolato la propria opera, rimandando simbolicamente alle persone che oggi fuggono attraverso il Mediterraneo nella speranza di un'isola sicura.

L'opera è stata realizzata, con decespugliatori e tosaerba, nell’ambito del progetto Residenze per Artista, che vede ogni anno artisti di varia nazionalità e provenienza soggiornare sull’Isola Comacina, organizzato da Fondazione Isola Comacina, Accademia di Brera e Comune di Tremezzina. Ralf Witthaus ha studiato arte, design e International Arts Management ad Amburgo, Bielefeld, Enschede (NL), Berlino, Colonia e Düsseldorf. Il lavoro di Witthaus combina in modo multidisciplinare disegni, scultura, art performance, art community, questioni sociali e architettura del paesaggio.
Nel 2017 l'artista tedesco aveva realizzato, sui monti sopra Musso, il disegno di un filo di perle lungo 600 metri.

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