Archimede, il tunnel subacqueo che fa sognare i comaschi

In Norvegia il progetto è stato affidato ad Arianna Minoretti, un ingegnere di Como

Il rendering del tunnel

La soluzione non è nuovissima, basti pensare al tunnel della Manica. Però questa volta il progetto norvegese non solo è fatto su misura per il traffico a quattro ruote ma propone anche soluzioni innovative dal punto vista ingegneristico. Se pensate che per attraversare i circa mille chilometri di costa che separano Trondheim e Kristiansand oggi si impiegano circa 21 ore di viaggio in auto e ben 7 diversi traghetti, capirete che da quelle parti occorreva trovare una soluzione. Così, nel mondo dei fiordi, tanto caratteristi ma anche difficili da aggirare per gli oltre 5 milioni di cittadini che vivono lassù, il governo di Oslo ha deciso di risolvere il problema con una soluzione che fa sognare anche il Lago di Como vista la sua genesi.

Fondamentale per questa soluzione è infatti l'approdo in Scandinavia dell'ingegnere comasco Arianna Minoretti, che da anni, dopo aver lasciato l'Italia a soli 33 anni, dirige gli studi sul ponte di Archimede per conto del Norwegian Public Roads Administration, l'ente governativo preposto. Il suo team è riuscito a trasformare questo suggestione dei tecnici nordici in realtà, rendendo credibile la soluzione anche agli occhi di altri Paesi.

In passato questa futuristica opzione era già stato presa in considerazione come alternativa plausibile per creare un sistema stradale immerso nel Lago di Como. E chissà, visti i problemi di circolazione sempre più gravi soprattutto in Tremezzina, ma anche come alternativa in città per bypassare la Borgovico bis o per gettare un tunnell lacuale tra Villa Olmo e Villa Geno, che Arianna non possa essere richiamata a casa per lavorare a una soluzione ad hoc per il suo lago. Sognare non costa nulla. 

Con oltre 34 miliardi di euro di investimenti, il progetto norvegese della nuova E39, che comprende diversi viadotti e un tunnel sottomarino scavato nella roccia più profondo e più lungo del mondo - 27 chilometri a 392 metri di profondità - si propone quindi di realizzare il primo ponte di Archimede della storia del globo. Vale a dire un tunnel galleggiante sommerso posto a 30 metri sotto il livello dell'acqua e non poggiata sul fondale. Un tunnel flottante, con un impatto visivo e acustico quasi nullo, sull'esperienza mutuata dalla tecnologia offerta dalle piattaforme petrolifere off-shore.

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Commenti (3)

  • Riparate i marciapiedi piuttosto ! Sono caduto due volte in un anno per i marciapiedi dissestati .

  • Vero!

  • Ma se non siamo capaci di fare quattro paratie e un parcheggio alla Ticisa che cosa vogliamo sognare???

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