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False prenotazioni, case vacanza sul lago usate dagli extracomunitari per ottenere il visto

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Succede a Como, come in ogni altro luogo, turistico o meno, in cui sono presenti case e appartamenti vacanza che hanno messo il proprio annuncio sui siti di prenotazioni online. Semplice lo stratagemma adottato da extracomunitari residenti in alcuni Paesi nordafricani e non solo (per esempio anche in Cina) per ottenere il visto turistico: sfruttare siti di prenotazione vacanze in modo per così dire truffaldino. Lo abbiamo verificato in prima persona dopo avere messo un annuncio su uno dei più noti portali di questo genere, Booking.com
Un libico che sta cercando di arrivare in Italia ha trovato in internet il nostro appartamento vacanza e lo ha prenotato con un bel po’ di anticipo bloccando il calendario della struttura per una decina di giorni. Un minuto dopo prenota lo stesso appartamento in un altro periodo, per tre settimane. In questo modo ha tempo per chiedere il visto turistico al proprio Paese. Se gli viene rifiutato per la prima prenotazione magari gli andrà bene per la seconda. Se lo riceve partirà per l’Italia e difficilmente andrà nella struttura prenotata che costa più di cento euro al giorno. Tanto a lui poco importa, perché non ha speso un euro per prenotare e nessuno gli chiederà il risarcimento visto che per fare questo giochetto ha scelto una struttura che accetta solo contanti. Già, proprio così, perché una volta in Italia potrebbe darsi alla macchia. Insomma, potrebbe entrare in modo regolare e diventare successivamente clandestino. Comunque, per la prima prenotazione non si è presentato. Lo attendiamo per la seconda, a cavallo tra luglio e agosto.
Da quanto abbiamo appreso attraverso le telefonate intercorse con il call center di Booking questo avverrebbe prevalentemente con case e appartamenti vacanze di cittadini privati, come quella del nostro annuncio. Sembra di capire che a causa della politica sui pagamenti del gestore del portale (in questo caso Booking.com) le piccole strutture (spesso non imprenditoriali) possano accettare solo pagamenti in contanti se non si vogliono dotare di un pos. Una nuova piccola struttura ricettiva extralaberghiera che mette il proprio annuncio su Booking non viene immediatamente abilitata a ricevere il prepagamento attraverso il noto sito di prenotazioni. Per essere sicuro che la nuova casa vacanza sia affidabile è permesso ricevere solo contanti o usare un pos per una preautorizzazione, in questo modo l’ospite non può essere truffato pagando in anticipo una struttura che non esiste.
Il guaio, però, è che questo sistema consente agli extracomunitari di effettuare prenotazioni che non intendono rispettare ben consapevoli che se non le rispettano non potranno essere obbligati con la forza a pagare. Intanto il povero “host” (si chiama così il proprietario o gestore dell’appartamento vacanza) si ritrova con una sacco di giorni prenotati che difficilmente può cacellare senza il consenso di chi ha prenotato. Risultato: in alta stagione c’è chi si ritrova ad avere prenotazioni farlocche di migranti che difficilmente verranno rispettate, con grave perdita di introiti.
Chi conosce bene questo fenomeno è Simona Ciccalè, professione consulente per albergatori: “Il fenomeno delle false prenotazioni per ottenere il visto è esploso con la diffusione dei portali di prenotazioni online ma negli ultimi tempi riguarda sopratutto le piccole strutture ricettive extra alberghiere come bnb o case vacanze che non sono attrezzate con i cosiddetti pos per le carte di credito. Anche se c’è da dire che i pos non sono una tutela perché l’extracomunitario potrebbe avvalersi di una carta ricaricabile che serve a far credere di avere i soldi per garantire la prenotazione ben sapendo che una volta ottenuto il visto spenderà o trasferirà quei soldi e potrà cancellare la prenotazione senza il rischio che l’albergatore possa rivalersi esigendo il pagamento”.
L’esperta parla anche di “casi in cui alcuni albergatori si sono visti bloccare una stanza per tre mesi al costo di 7mila euro senza possibilità di cancellare quell’evidente prenotazione farlocca. Alcuni portali prevedono la prenotazione immediata non cancellabile se non in casi specifici che spesso prevedono il consenso sia dell’host che dell’ospite. In quel caso l’abergatore subì un grave danno economico”. Dunque, consigli? “Innanzitutto consentire solo prenotazioni di breve periodo se si possono accettare solo contanti e non ci si vuole dotare di un pos (che comunque non sarebbe una garanzia). Poi ricordarsi che esistono portali online dove queste cose non accadono poiché incassano direttamente dal cliente”.

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