Vita in città

Pasticcio al Giovio: affissi tabelloni con i voti sbagliati

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Pasticcio nei tabelloni dei voti del liceo scientifico Paolo Giovio di Como. Esposti venerdì scorso fuori dai cancelli della scuola e poi annullati perché i numeri non quadravano. Conteggi sbagliati e medie sfalsate. E adesso si corre ai ripari. Colpa di un errore nel calcolo della media dei voti di centinaia di studenti delle classi terze, quarte e quinte. E ora è tutto da rifare per i docenti del liceo più grande della città – 1530 gli studenti iscritti nell’ultimo anno scolastico – che sono stati convocati d’urgenza per rifare gli scrutini. Si procederà venerdì e alle ore 19, assicura il preside, verranno esposti i nuovi tabelloni. Quelli corretti, stavolta. “Il sistema elettronico aveva incluso in automatico anche il voto di religione nel calcolo della media finale”, spiega il preside Marzio Caggiano. Una materia che, invece, di norma non è inclusa in questa operazione. L’errore poi ha generato anche un problema con i crediti scolastici, che risultavano così sfalsati. Colpa di una mancata verifica da parte del personale sui calcoli fatti dal sistema MasterCom – in uso da diversi anni nel liceo – che aveva selezionato automaticamente la voce ‘religione cattolica’ che però, nel calcolo della media finale dei voti di fine anno scolastico, deve essere tolta. Nessuno però l’ha fatto, con il risultato che le medie generate dal registro elettronico risultavano sbagliate. Tutto annullato quindi e consigli di classe riconvocati. Una svista che ha coinvolto 16 classi del triennio, tra cui anche gli studenti che fra una settimana inizieranno la maturità. A insospettire i docenti, alcune votazioni risultate troppo alte rispetto a quelle previste. A quel punto, spiega il preside, “abbiamo rifatto i conti con la calcolatrice e ci siamo accorti dell’errore”. Ma ora, assicura Caggiano, “è tutto sotto controllo”. Studenti e famiglie sono stati avvisati con una comunicazione ufficiale della scuola. E venerdì saranno pronti i tabelloni con i voti corretti. “È la prima volta che succede, spero non accada mai più. State sereni”.

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