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La truffa delle patenti per autotrasportatori: 12 arresti

Maxi operazione contro a truffa delle patenti “facili”. Un’inchiesta della Procura di Como, coordinata dal pm Massimo Astori, ha portato alla luce un giro truffaldino di titoli di guida rilasciati ad autotrasportatori di alcune aziende. Nei guai 12 persone (5 in carcere e 7 ai domiciliari).  Stando al comunicato stampa della Procura lariana tra i destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare figurano “Antonio Pisoni, funzionario dirigente responsabile della Direzione Territoriale dei Trasporti di Como, nonché titolari, procuratori, dipendenti e procacciatori di affari di tre autoscuole: Luigi SAS con sede principale a Mozzate (in tutto sei), Catelli SRL con sede principale in Uggiate Trevano (in tutto tre), Albini SRL con sede principale in Dongo (in tutto due), e un dipendente della Parmalat SPA”.

L’indagine ha riguardato il settore della organizzazione e gestione dei corsi professionali a frequenza obbligatoria (che solo alcune autoscuole in possesso di determinati requisiti possono organizzare e gestire) prescritti dalla legislazione in vigore per gli aspiranti autotrasportatori. Le indagini si sono incentrate sul rilascio della cosiddetta Carta di Qualificazione del Conducente. Tra i reati contestati  ci sono corruzione, falso in atto pubblico e falso in certificazioni. La Procura avrebbe accertato che amministratori, procuratori speciali ed alcuni dipendenti delle autoscuole Luigi SAS, Albini SRL si accordavano rispettivamente con 137 autotrasportatori- tra cui 73 dipendenti della Parmalat Spa, e con 68 autotrasportatori ed altri autotrasportatori non ancora identificati, per procurare in cambio di corrispettivi in denaro per le autoscuole (per importi da un minimo di 250 ad un massimo di 800 euro circa per ogni patente ottenuta indebitamente) il rinnovo della patente con l’abilitazione al trasporto in forma professionale di merci o persone e il rilascio del rispettivo titolo abilitante denominato “Carta di Qualificazione del Conducente” (CQC), anche in assenza del requisito di legge della frequentazione obbligatoria dei corsi abilitanti, simulando una regolare frequenza ai corsi da parte degli autotrasportatori mediante la formazione di atti pubblici falsi (registri dei corsi, attestati di regolare frequenza, comunicazioni alla Direzione Territoriale dei Trasporti). I responsabili delle due autoscuole sono accusati di aver falsificato i registri di frequenza ai corsi per l’ottenimento della CQC annotando falsamente in tutti i registri l’avvenuta regolare effettuazione di lezioni in materie per le quali era obbligatoria la presenza di un medico in qualità di docente, nonché la presenza di corsisti, aver rilasciato 215 (l’autoscuola Luigi) e 117 (la Albini) attestazioni individuali mendaci riguardanti la regolare frequenza ai corsi di avere indotto in tal modo in errore i pubblici ufficiali addetti alla direzione provinciale dei trasporti di Como a rilasciare indebitamente 215 patenti (con riferimento agli autotrasportatori risultanti frequentanti l’autoscuola Luigi) e 117 patenti per (con riferimento agli autotrasportatori risultanti frequentanti l’autoscuola Albini).

In tale contestato gli impiegati della Parmalat coinvolti, in concorso con titolari, procuratori e procacciatori di affari della Luigi, sono accusati di aver raccolto le richieste di rinnovo della qualifica “CQC” dagli autotrasportatori della Parmalat., i documenti e il denaro necessario da corrispondere ai responsabili della autoscuola Luigi per ottenere illecitamente il rilascio ovvero il rinnovo della carta di qualificazione del conducente (CQC). Sono inoltre accusati di aver ricevuto in un secondo tempo e distribuito tra gli autotrasportatori le patenti ideologicamente false dopo che le falsificazioni dei registri e degli attestati di frequenza ai corsi presso l’Autoscuola LUIGI S.A.S. erano perfezionate, a volte partecipando a dette falsificazioni.

 

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er quanto riguarda l’abilitazione per il trasporto di merci pericolose i reati contestati sono di associazione per delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, falso in certificazioni. I legali rappresentanti delle autoscuole Luigi e della Catelli Srl ed Antonio Pisoni, funzionario dirigente responsabile della Direzione Territoriale dei Trasporti di Como ed esaminatore alle sessioni di esame per il conseguimento dell’ abilitazione speciale al trasporto di merci pericolose, denominata ADR (ACCORD europeen relatif au trasport internazionale des merchandises DANGEROUS par ROUTE) sono accusati di corruzione (Pisoni) per avere favorito nelle prove di esame per il conseguimento dell’abilitazione di cui sopra, dietro corrispettivo corrisposto dai responsabili delle due citate scuole, i candidati delle autoscuole Luigi ed Autoscuola CATELLI (60 della autoscuola Luigi, 18 della Autoscuola Catelli), attraverso la falsificazione delle schede di esame (tramite l’inserimento da parte di Pisoni delle risposte corrette).

Lle schede delle prove d’esame dei 78 canditati venivano falsificate mediante inserimento da parte di Pisoni al momento della correzione delle schede con il questionario a risposte multiple, delle risposte corrette che candidati lasciavano “in bianco”, mediante “sbarratura” degli appositi spazi, in modo da consentire ai candidati di ottenere l’abilitazione ADR e il Certificato di Formazione Professionale pur in assenza dei requisiti previsti dalla legge. Pisoni, nonché i legali rappresentanti e responsabili delle autoscuole LUIGI SAS e CATELLI SRL sono anche accusati di associazione per delinquere finalizzata alla alterazione delle sessioni degli esami per il conseguimento, da parte di autotrasportatori di merci su strada, dell’ abilitazione speciale al trasporto di merci pericolose “ADR”.

Le indagini hanno preso le mosse dall’accertamento della presenza ai corsi tenuti da alcune autoscuole della Provincia di Como di autotrasportatori residenti in province diverse, anche lontane dalle sedi dei corsi e dall’ufficio territoriale della Direzione dei Trasporti di Como, nonostante che in ogni provincia vi siano molte autoscuole abilitate.

Le indagini sinora volte (e tuttora in corso) hanno accertato un numero rilevantissimo di illeciti penali commessi nella gestione sia dei corsi di qualificazione professionale denominati corsi CQC (cioè quelli relativi al rilascio dell’abilitazione CQC per il trasporto di merci e persone) sia nella gestione dei corsi denominanti ADR (merci pericolose).

 

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