Emergenze&Incidenti

La tragica morte di Aurora: un automobilista ubriaco e quel seggiolino che non c’era

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Aurora è morta, ma la sua tragica sorte sarebbe potuta essere diversa, forse, se i genitori l’avessero fatta sedere sul seggiolino o se il conducente dell’altra auto non si fosse messo alla guida ubriaco. La piccola Aurora Sigi aveva 16 mesi. La sua vita è stata stroncata alle 23.45 di martedì notte in viale Italia a Cantù. Era in macchina con papà Manuel e mamma Vanessa quando la loro Y10 si è scontrata contro la Skoda Fabia guidata da un uomo di 34anni che sopraggiungeva dalla direzione opposta. I disperati tentativi dei soccorritori di rianimare la bimba sono stati inutili. Quando i volontari e il medico del 118 sono giunti sul luogo dell’incidente Aurora era già in arresto cardiaco ma bisognava tentare il tutto e per tutto. Per un’ora si è tentato l’impossibile per salvarla, ma anche se ufficialmente è stata dichiarata deceduta poco dopo l’una, Aurora non ha mai ripreso conoscenza dopo il violento urto che troppo prematuramente l’ha strappata alla vita.
La mamma, 26 anni, è stata dimessa il giorno dopo con quindici giorni di prognosi per un trauma cranico e facciale mentre il padre, 28 anni, è stato ricoverato nel reparto di ortopedia dell’ospedale comasco Sant’Anna per la frattura di un ginocchio. Pressoché illeso anche il 34enne (incensurato) che guidava l’altra auto. Su di lui pende l’accusa di omicidio stradale colposo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. Ai carabinieri di Cantù intervenuti subito dopo l’incidente è apparso immediatamente chiaro che l’uomo avesse assunto una quantità eccessiva di alcol. Un sospetto, questo, che è stato confermato dal test dell’etilometro. Ecco perché il 34enne – residente nella cittadina brianzola come Aurora e i suoi genitori – è stato arrestato. Anche il padre della piccola vittima (anche lui incensurato) rischia guai giudiziari visto che secondo quanto comunicato dai carabinieri l’auto che guidava era sottoposta a fermo amministrativo per mancata revisione e quindi, forse, non poteva e non doveva trovarsi in strada.
C’è poi un altro tragico ed inquietante elemento che le indagini sull’incidente dovranno verificare ed eventualmente spiegare, vale a dire l’assenza a bordo della Y10 di un apposito seggiolino per la bambina. E’ risaputo, infatti, che per i passeggeri di così tenera età il seggiolino è obbligatorio. Ancora non è chiaro se Aurora si trovasse sul sedile posteriore al momento dell’impatto o se fosse seduta in braccio alla mamma sul sedile anteriore. Nonostante non ci siano dubbi che a provocare la morte della bmba siano stati i violenti traumi causati dall’incidente, il magistrato ha disposto l’autopsia sulla salma al fine di acquisire eventuali altri elementi che possano aiutare a capire dove e come era seduta la piccola al momento del fatale scontro.

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