Reati&Delitti

Due ragazze minorenni scappate di casa tra i testimoni dell’omicidio di Asso. Una questione di droga

L’omicidio del marocchino di 26 anni, avvenuto ad Asso alle prime ore del mattino di martedì 7 marzo, si sarebbe consumato all’interno di un’abitazione situata a trecento metri dal luogo del ritrovamento del giovane agonizzante, in via Monti di Sera, o comunque nelle immediate vicinanze di quella abitazione. Il ferimento mortale provocato con una serie di coltellate al petto e al collo sarebbe la conseguenza di una lite scoppiata tra la vittima e un neo maggiorenne suo connazionale. La lite sarebbe scoppiata nell’ambito di un “festino” a base di droghe pesanti che si è svolto quella notte nell’abitazione di un italiano. Erano presenti in quel momento, stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri (i cui dettagli sono stati resi nella conferenza stampa convocata oggi) una decina di persone delle quali almeno quattro di nazionalità marocchina, identificate come probabili pusher della zona, e altri sei italiani, tutti assuntori, tra i quali anche due ragazze non ancora maggiorenni delle quali le rispettive famiglie avevano denunciato la scomparsa da alcuni giorni. 
Le indagini scattate immediatamente a opera dei carabinieri di Asso e poi condotte in perfetta sinergia con il Nucleo investigativo di Como hanno portato al fermo del sospettato omicida in meno di 20 ore. Il giovane ha tentato di guadagnare la fuga allontanandosi dalle zone grazie a una serie di contatti con i suoi clienti. Infatti, come spiegato dai carabinieri gli spacciatori dell’Erbese utilizzano i loro clienti per passaggi in macchina, per utilizzare telefonini a loro intestati o per rimediare un letto durante i loro spostamenti. Il giovane fermato è, infatti, un marocchino senza fissa dimora, esattamente come la vittima. Si sospetta che la lite sia scoppiata per motivi legati allo spaccio di droga. Ad ogni modo i carabinieri non hanno trovato sostanze stupefacenti nella casa dove sarebbe avvenuto l’omicidio. Probabilmente erano già state consumate o nascoste nei boschi nelle ore prima della perquisizione.

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