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Elezioni a Como, la campagna entra nel vivo: primi scontri Traglio-Landriscina

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Premettiamo: che Maurizio Traglio (nella foto) si candidi sindaco è probabile ma non certo. Lo ha fatto intendere lui stesso nella conferenza dell’altro giorno quando non ha chiarito come intenda rapportarsi con le eventuali primarie del centrosinistra e con una sua eventuale sconfitta. Certo è che l’imprenditore e finanziere si è gettato nell’arena e ai suoi avversari non le manda a dire. Per ora nelle sue parole compare solo Mario Landriscina e non Alessandro Rapinese. I motivi possono essere due: Landriscina è il candidato da battere per andare al ballottaggio, o forse per Traglio Rapinese non rappresenta un problema. Ad ogni modo, nella conferenza stampa che pubblichiamo qui integralmente Traglio ha voluto sottolineare la sua convinzione che Landriscina più che un candidato del centrodestra sia il candidato della Lega. A sostegno della sua considerazione Traglio ha ricordato la “benedizione” di Matteo Salvini data a Landriscina allo Yacht Club Como quando il candidato-medico del 118 ha lanciato la propria corsa alle elezioni comasche.

Parla Maurizio Traglio: "Ecco perché mi candido sindaco di Como". Qui trovate un articolo riassuntivo http://www.quicomo.it/39729/una-bussola-per-ritrovare-la-rotta-maurizio-traglio-presenta-la-sua-candidatura/

Pubblicato da Qui Como su Mercoledì 8 febbraio 2017

Ed eccoli qui, adesso, a scontrarsi. La campagna elettorale si preannuncia rovente, e queste sono solo le prime battute, insipide se paragonate a ciò che saremo destinati a vedere quando anche Rapinese entrerà a piedi uniti nel dibattito politico.
Intanto Traglio ha sortito un primo effetto, quello di stimolare (o meglio, provocare) il coordinatore provinciale Alessandro Fermi, già alle prese una problemi interni a (ed esterni) a Forza Italia. Di ieri il comunicato con il quale Traglio ha commentato i 600mila euro stanziati dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per sgomberare il cantiere delle paratie:

Maroni utilizza soldi pubblici (quindi nostri) per mettere una pezza provvisoria a un danno creato dalla sua stessa parte politica e per sgombrare l’area di cantiere da materiale di proprietà della stessa Regione. È giusto ricordare, infatti, che di ciò che andrà a ripulire Maroni nulla è addebitabile a Mario Lucini. La seconda: mi pare evidente quanto il tempismo elettorale del tardivo intervento di Maroni dimostri come, in realtà, della nostra città al presidente importi ben poco. Del resto, essendo in carica dal 2013, avrebbe potuto provvedere ben prima.

A rispondere non è stato Landriscina ma uno degli uomini politici comaschi ha voluto e avallato la sua candidatura, Alessandro Fermi, che può comunque legittimamente sostituirsi a Landriscina nel confronto-dialogo con Traglio in virtù della sua carica di sottosegretario regionale della giunta Maroni. Ed ecco cosa ha replicato Fermi (ai lettori l’onere di formarsi una propria opinione in merito):

Provare a farsi conos­cere in qualità di ca­ndidato sindaco polem­izzando sui contribut­i che Regione Lombard­ia stanzia a favore d­elle paratie non mi sembra una grande stra­tegia elettorale. Forse il signor Tragl­io ha iniziato a inte­ressarsi di politica ­da troppo poco tempo per conoscere il perc­orso che ha portato la Regione a riprend­ere la gestione del c­antiere del Lungolago.­
Il Presidente Maroni ­ne avrebbe fatto vole­ntieri a meno se l’am­ministrazione Lucini ­avesse dato prova di ­potersene occupare, m­a in cinque anni null­a si è mosso (se non ­le carte dei Tribunal­i) e non mi risulta c­he da Traglio siano a­rrivate proposte cost­ruttive su come uscire dall’impasse.
Capisco che strizzand­o l’occhio a sinistra­ per Traglio possa es­sere imbarazzante rin­graziare il Governato­re Maroni, ma salire ­in cattedra a posteri­ori quando qualcuno h­a già faticosamente l­avorato per risolvere­ il problema non è un­ buon biglietto da vi­sita sull’approccio a­lla Città e alle sue ­problematiche.
Mi sem­bra comunque molto pi­ù interessante per i ­comaschi tornare a ve­dere il lago piuttost­o che dar voce a ster­ili polemiche.

 

  1. Uscagalambalambadù -

    Da cestinare entrambi

  2. Luigi -

    se il livello della competizione è quello di giustificare le azioni inutili dei presunti amministratori pubblici (Maroni) alloca Como è messa veramente male!

  3. Max, il vecchio Max -

    Basta guardare la penosa “carriera politica” del Sig. Traglio, transitato da Forza Italia, passato addirittura al fallimentare movimento di Corrado passera, fino all’attuale appoggio della sinistra, ovvero che non importa sotto quale egida ci si presenti, l’importante é che si ottenga il posto amministrativo di comando che ci si è prefissati, per comprendere la scarsa affezione ad una ideologia politica.
    Visto che finora ha collezionato solo flop e che alla sua prima uscita è riuscito unicamente a sputare veleno su uno dei suoi antagonisti, ritengo che la sua presenza nella corsa a Sindaco della nostra città sia, per fortuna, soltanto un ulteriore flop di quella che prima, molto generosamente, ho indicato come la sua “carriera politica”.
    Ma oltre al fattore politico, vi è quello professionale, a parte essere nel cda di Alitalia che, si sa benissimo in quali pessime acque viaggi da tempo nonostante i vari salvataggi, vediamo ad esempio questo articolo del Fatto Quotidiano…

    ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/severino-e-consorte-banchieri-in-perdita/191554/

    Alla luce di ciò si valuti se questo personaggio non solo possa fare il Sindaco di Como, ma addirittura se sia il caso che si presenti come candidato.

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