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Como città della cultura? Fucina Liberale ne discute con Gaddi

gaddi-cultura-fucina-liberaleSe è vero che – come si sente dire (e lui stesso pare abbia confermato) – non intende candidarsi, è pur vero che la sua vicinanza a Fucina Liberale è innegabile. A dirlo sono i trascorsi politici di Sergio Gaddi, ex assessore alla Cultura da sempre esponente dell’area liberal prima di Forza Italia, poi del Pdl e poi ancora di Forza Italia. Il suo contributo al progetto politico di Fucina Liberale non è ufficiale  ma che la sua esperienza possa interessare il gruppo guidato da Giovanni Sallusti è evidente. Quasi che Gaddi possa essere uno degli ideologi di Fucina Liberale, per lo meno nell’ambito culturale. Già, perché l’esperienza di un ex assessore che ha inventato le grandi mostre di Villa Olmo portandole attraverso una decennale esperienza a essere ricordate come uno delle poche cose buone (forse l’unica) realizzata dalle due precedenti amministrazioni di centrodestra, non è cosa che si butta via così alla leggera.
Dunque, riecco Gaddi comparire pubblicamente (e non sulla sua pagina Facebook) per parlare di come Como possa trovare nello sviluppo di un’economia basata sulla cultura la sua possibilità di rilancio.

Il titolo dell’incontro organizzato per domenica alle 18.30 allo Yacht Club è eloquente: “Como città della cultura, perché con la bellezza si mangia”. I relatori saranno il presidente Giovanni Sallusti, direttore de L’Intraprendente e e primo esponente di Fucina Liberale, e Sergio Gaddi, già assessore alla Cultura e oggi consulente di progetti culturali nel mondo.
“Perché rilanciare la parola d’ordine Como città della cultura? Perché siamo fermamente convinti – ha commentato Sallusti – che l’attrazione turistico-culturale sia il segreto per la ripartenza della città, la seta del nuovo millennio. Perché esiste la realtà di un marchio unico al mondo, quel #lakeofComo sinonimo universale di eccellenza. Perché abbiamo una geografia sfacciatamente fortunata, per bellezza dei luoghi, loro varietà (centro storico-balcone del lago-convalle) e loro collocazione (un piede a Milano, il centro dinamico del Paese, e uno in Svizzera, porta verso il Nord Europa). Perché possediamo alcune gemme che sono altrettanti poli espositivi formidabili, in primis Villa Olmo. Perché serve avere una chiara idea della vocazione e dello sviluppo possibile di Como, e la capacità di tradurla, di trasformare la città, non (solo) di discutere nei convegni. Perché con la cultura e la valorizzazione della propria bellezza si mangia, e Como potrebbe mangiare fino alla sazietà, e oltre.
#Comocittàdellacultura, si può. Probabilmente si deve”.

L’ingresso alla serata è libero. In allegato la locandina dell’evento e il volantino, su cui troverete anche una sintesi della biografia dei relatori e altri dettagli.

  1. Andrea -

    Come al solito, presso il Circolo Politico Yacht Club Como.
    Ma tutto ciò è normale?

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