Vita in città

Sale prova di via Colonna, tutto fermo. I giovani comaschi di Fratelli d’Italia cantano “Non è tempo per noi”

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La lunga vicenda delle sale prova, nate con la precedente amministrazione all’interno del progetto “Musica in Rete”, a distanza di anni non trova soluzione. Spostate dalla giunta Lucini dal San Martino – dove i locali si erano resi inagibili a causa delle infiltrazioni d’acqua – in via Colonna, le due cabine  non sono mai entrate in funzione. Sia l’assessore alle Politiche Giovanili Silvia Magni sia l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno avevano promesso da tempo una soluzione che, invece, non è mai stata trovata. I problemi alla base restano sempre gli stessi: la mancanza di bagni idonei per i portatori di handicap e un progetto di gestione.

Tutto ciò è stato denunciato oggi in conferenza stampa dal consigliere di minoranza Marco Butti e da una nutrita schiera di iscritti a Fratelli D’Italia in via Colonna, fuori dai locali che ospitano le strutture in questione. Insieme ad alcuni giovani musicisti, che hanno cantato “Non è tempo per noi” di Ligabue, ogni momento ha il proprio eroe, sono stati evidenziati alcuni passaggi a loro dire non mantenuti dal governo Lucini. In particolare, oltre a quanto sottolineato per le sale prova, a oggi nemmeno visitabili, Butti ha così riassunto il suo pensiero: “In tema di politiche giovanili, Lucini e i suoi assessori hanno completamente fallito non mantenendo alcuna delle promesse che avevano fatto. Pensiamo solo al servizio notturno bus/taxi, ai collegamenti autobus tra sedi universitarie, alla Carta Giovani, agli spazi per la nuova imprenditorialità, all’Officina/Emporio municipale a sostegno della creatività giovanile, destinazione di contributi alle associazioni giovanili, tutti esempi di progetti rimasti sulla carta”.

“Anche “Wow”, di cui il comune vanta meriti – aggiunge Butti – è stata un’iniziativa nata per volontà di molti ragazzi che hanno avuto la forza di organizzarla. Non è certo un progetto della giunta Lucini che l’ha sostenuta economicamente solo grazie all’impegno diretto di un assessore che ha creduto nella bontà dell’idea”.

Andando oltre la questione politica, va detto che la vicenda della Sale Prova, di fatto abbandonate da anni in via Colonna a Como, in un sito certamente discutibile dal punto di vista logistico, racconta un’occasione che avrebbe certamente meritato dall’amministrazione comunale un’attenzione diversa. In una città da sempre non esattamente a misura di giovani, per il poco tempo che sono state in funzione le attrezzature musicali del San Martino avevano dimostrato di poter funzionare sia come punto aggregativo sia come luogo dove esercitare la propria passione senza mettere tasca al portafoglio.

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