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Passa il “rapinellum”: ecco le nuove regole del referendum per i cittadini comaschi

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Gazebo in via Boldoni per firmare referendum non ufficiale contro la Ztl di Como E’ stato uno dei temi caldi della discussione consigliare sul nuovo statuto del Comune di Como: il referendum popolare dei cittadini comaschi. Molto nelle ultime sedute dell’aula di Palazzo Cernezzi si è dibattuto sul numero di firme necessarie e quorum utile affinché un referendum sia efficace, o per lo meno valido. Alla fine ha vinto il “rapinellum”, dal nome del consigliere che ha dato il maggiore impulso alla proposta approvata, frutto, ad ogni modo, di un’ampia mediazione tra vari gruppi di maggioranza e minoranza. Fatta eccezione per il Movimento 5 Stelle che con il consigliere Luca Ceruti si è battuto affinché le nuove regole del referendum per i cittadini comaschi fossero diverse. Ceruti è stato, però, lasciato solo e alla fine il rapinellum è passato con larghissima maggioranza: tutti i pèresenti favorevoli, tranne gli astenuti Giampierom Ajani e Diego Peverelli (Lega Nord) e Marco Butti (Fratelli d’Italia). Ceruti è uscito dall’aula al momento del voto. Vediamo in sintesi come erano finora ora le regole, cosa cambierà grazie all’emendamento di Rapinese approvato questa sera e cosa, invece, il Movimento 5 Stelle auspicava per i comaschi.

Situazione fino ad oggi

Esiste solo il referendum di tipo consultivo. Per indirlo serve il 6% delle firme degli aventi diritto al voto, vale a dire 4177 sui 69.618 aventi comaschi aventi diritto. Il quorum per la validità del referendum consultivo – che comunque non è vincolante – era finora del 40%.

Come sarà da adesso: il “rapinellum”

La proposta iniziale di Rapinese prevedeva solo il referendum consultivo con il 6% delle firme utili per indirlo e quorum 0. Dopo una lunga mediazione con i gruppi di maggioranza e di minoranza la proposta di Rapinese si è trasformata in quella che Ceruti ha ribattezzato “rapinellum”.

Ecco cosa prevede. I tipi di referendum diventano 3:
1) Consultivo: 8% delle firme degli aventi diritto (5.569) e quorum zero.
2) Propositivo 6% di firme degli aventi diritto (4.177) e quorum pari al 50% dei votanti al primo turno delle ultime elezioni amministrative.
3) Abrogativo: deve essere proposto entro 120 giorni dalla data di approvazione della delibera consiliare che si vuole abrogare; 6% delle firme degli aventi diritto e quorum pari al 50% dei votanti al primo turno delle ultime precedenti elezioni amministrative.

Cosa avrebbe voluto M5S

Movimento 5 Stelle avrebbe voluto l’istituzione a fianco del referendum consultivo anche di quelli abrogativo e propositivo.

Per indire tali referendum sarebbe bastato il 10% delle firme dei votanti alle ultime precedenti elezioni amministrative al primo turno. Affinché il voto del referendum fosse valido non era previsto alcun quorum. Tuttavia l’esito dei referendum non sarebbe stato vincolante da parte dell’amministrazione comunale di turno.
Le firme necessarie per indire il referendum secondo la proposta di Ceruti sarebbero passate da 4.177 a 4.198, contando che i votanti alle ultime amministrative erano stati 41.984.

  1. Riccardo -

    Se un referendum non è vincolante, a cosa serve discutere di quorum?
    Il risultato sarà sempre e solo “X comaschi han detto che su questo argomento la pensano così”.

    Raggiungere il quorum semplicemente non aggiunge nulla, non conferisce maggiore legittimità, validità o qualsiasi cosa si voglia. Zero.

    Mossa puramente demagogica con utilità pari a zero.

    • Dario Alemanno -

      Rispondo a titolo personale. Riccardo, tu hai pienamente ragione, e mi dispiace che tu ce l’abbia. Perché anche senza che un referendum sia formalmente vincolante un’amministrazione dovrebbe sentirsi comunque moralmente vincolata dall’esito di una consultazione referendaria. Vedo che anche tu come me non hai fiducia che un’amministrazione – al di là del colore politico – possa sentire questo vincolo morale. Se la politica fosse corretta nei confronti dei suoi cittadini ascolterebbe la loro voce senza che una legge li obblighi a farlo.

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