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Acsm Agam, la protesta dei lavoratori non si ferma: arriva la marcia su Palazzo Cernezzi

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Si alza ancora la tensione nel confronto tra i lavoratori di Acsm Agam che dovranno trasferirsi nell’azienda che ha vinto la gara del gas (2i Rete Gas) e il Comune di Como, a cui da sindacati e dipendenti è stato chiesto un ruolo più incisivo nelle trattatative tra le aziende. Se una quindicina di giorna fa la cosiddetta “onda arancione” – per il colore delle pettorine fluo indossate – aveva invaso l’aula consiliare di Palazzo Cernezzi durante la seduta del lunedì venendo poi ricevuta dal sindaco, questa volta i lavoratori hanno deciso per una manifestazione a cielo aperto, con tanto di “marcia sul Comune”. Il prossimo martedì primo marzo, dunque, dalle 15 alle 16.30 i dipendenti si troveranno a Porta Torre per un’assemblea sindacale che si concluderà con un simbolico corteo fino al Municipio.

Sono sempre due i temi principali al centro di timori e proteste dei 34 lavoratori che dovranno passare da Acsm Agam a 2i Rete Gas: il passaggio per gli aspetti previdenziali dall’Inpdap all’Inps, fatto che potrebbe comportare ai dipendenti una ricongiunzione onerosa delle prestazioni previdenziali “anche per migliaia di euro”; e poi, come già accennato, l’assunzione nella nuova azienda “con le norme previste dal cosiddetto Job Act per i nuovi assunti, perdendo alcune tutele e in particolare quelle dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori”.

  1. Riccardo -

    Quindi la richiesta sarebbe di non fare più nessuna gara per il gas perché sia mai che cambi il vincitore e quindi loro debbano cambiare contratto?
    Tanto vale chiedere di abolire la concorrenza, allora.

  2. Claudio -

    Riccardo, forse sei davvero un troll.

    • Riccardo -

      Puoi spiegarla allora tu la richiesta

      • Claudio -

        Io? Perché non sai più leggere? Pigrone.
         “è stato chiesto l’impegno a individuare una soluzione a tutela dei lavoratori interessati dal cambio societario;  è stato fortemente auspicato che il passaggio dei lavoratori da Acsm Agam a 2i Rete Gas avvenga soltanto dopo che sia stata trovata una soluzione alle problematiche in ballo.”

        • Riccardo -

          Ho letto benissimo e “chiedere l’impegno a individuare una soluzione” significa banalmente che nemmeno loro sanno cosa vogliono e se sia possibile fare qualcosa, altrimenti l’avrebbero proposta loro questa fantomatica soluzione necessaria.

          Ripeto: mi spieghi tu in cosa consisterebbe la richiesta?

  3. Claudio -

    Alt. Tu al solito trascini lontano dal punto iniziale ma io ti ci riporto: quando hanno detto che le loro richieste sarebbero  “di non fare più nessuna gara per il gas” e “di abolire la concorrenza”?
    Poi molto bello vedere come liquidi la faccenda  “nemmeno loro sanno cosa vogliono”. Vogliono non dover pagare di nuovo i 30 anni di contributi che hanno già versato, ti riuscirà difficile ma prova a vederla dal loro punto di vista.

    • Riccardo -

      Come al solito rigiri le parole a piacimento:
      Loro protestano chiedendo di trovare una soluzione che però non si capisce cosa debba essere.
      Al che io provo a interpretare la loro richiesta (visto che appunto è tutto fuorchè chiara) “quindi sarebbe… “. Mi sembra chiaro come il tono sia ipotetico.

      L'”abolire la concorrenza” è chiaramente un’esagerazione; mi sebrava palese visto che la frase inizia con “tanto valeva, allora”.

      Detto ciò, ritorno alla vera domanda: possono spiegare nel dettaglia cosa chiedono o dovremo sorbirci generiche proteste che non propongono soluzioni?
      PS: che debbano ripagarsi 30 anni di contributi è una tua invenzione, dove l’avresti letta?

  4. Claudio -

    Mai sentito parlare di ricongiunzione onerosa? 
    Quanto alla questione tu non hai forse capito che stanno chiedendo che si faccia qualcosa non sono dei legali, non hanno la soluzione (ma dovrebbero essere loro a trovarla? Grazie Sindaco molto gentile). Probabilmente la soluzione non c’è. Diglielo in faccia invece di star qui a fare l’ironico. Non ho rigirato nulla, credo tu mi abbia preso per qualcun altro, lo capisco sei su tutti i fronti. Io scendo qui, tanto gli operai ACSM  hanno già perso e discutere con te non è di nessuna utilità.

    • Riccardo -

      A parte che tra ricongiunzione onerosa e “pagare di nuovo 30 anni di contributi” c’è un abisso enorme (ti viene chiesto di pagare la metà della differenza tra quanto è il tuo montante, ossia quanta pensione prenderai, e quanto hai versato; ti paghi la tua pensione, non è che regali niente, anzi..).
      Chiedere che si faccia qualcosa, ribadisco, è cosa molto generica e inutile (tu stesso ammetti che probabilmente non c’è soluzione, quindi stanno chiedendo la luna?). E nemmeno si capisca quale possa essere il ruolo del Comune.

      Non ti ho preso per nessun altro: ho scritto “al solito” solo perchè scritto anche da te nel commento sopra, vai pure tranquillo.

  5. Cassandra -

    Provo a chiarire quanto E. Caso mi sembrava avesse già esposto chiaramente : a seguito della vittoria della gara da parte di 2i rete gas i tecnici di Acsm che verranno trasferiti a questa nuova società, perché attivi sulla la rete di Como, si vedranno costretti alla ricongiunzione onerosa dei contributi pensionistici versati e perderanno l’anzianità maturata oltre a vedersi assumere con il job act il che sta a dire la probabilità molto poco remota di vedersi lasciati a casa nel giro di poco tempo senza nessuna giustificazione. Prego guardare con attenzione io volti nelle foto ma corredo di questo articolo, non stiamo parlando di ragazzini (con tutto il rispetto) ma di uomini più vicini ai 50 e con prospettive di un eventuale ricollocamento prossime allo zero nel mercato del lavoro di oggi.

    Queste persone non chiedono altro che avrei garanzie per il proprio lavoro che con coscienza e competenza svolgono ogni giorno.

    • Riccardo -

      1. la ricongiunzione onerosa non è obbligatoria: si può effettuare la cosìddetta totalizzazione ossia prendere la somma dei vari spezzoni dai diversi enti. Somma calcolata col contributivo quindi quanto hanno versato, tanto prenderanno, senza perdere un euro.
      2. Si dà per scontato che 2i Rete Gas non veda l’ora di licenziare: se un dipendente è valido e ha esperienza perchè mai il datore di lavoro dovrebbe licenziarlo pagandogli un tot di mensilità (quindi ci rimette soldi) e dovendo sostituirlo con qualcuno a cui dovrà insegnare il lavoro (quindi ci rimette tempo)?
      “Probabilità molto poco remota di essere lasciati a casa” e “lavoro svolto con competenza e coscienza” non vanno molto d’accordo, a meno che non si ritenga deficiente il nuovo datore di lavoro.

      Chiedere poi “la garanzia per il proprio posto di lavoro” non solo è utopistico (a tutti certo piacerebbe non poter essere mai e in nessun caso licenziati, ma la realtà è un’altra cosa) ma pure indirizzata in maniera errata (non si capisce quale possa essere il ruolo del Comune).

  6. Claudio -

    @Cassandra un doveroso grazie per aver riportato tutto alla chiarezza originale dell’articolo di Caso e per le parole di comprensione.

  7. uno di di loro -

    In un momento critico come questo per la nostra economia, manifestare e scendere in piazza perchè a un gruppo di lavoratori viene detto : da domani andrai a lavorare per un’altra azienda, sembra quasi irrispettoso verso quelle centinaia di migliaia di lavoratori a cui hanno invece detto: da domani stai a casa e basta. Forse qualcuno la penserà così, ma che senso ha giocare sempre al ribasso, che opportunità e prospettive hanno i i lavoratori che pur di lavorare devono anche pregare in ginocchio di venire dignitosamente pagati o che prima di morire possano avere una pensione. Non è guardando chi stà peggio che risolveremo il problema del lavoro, semmai occorre ottenere ciò che sempre meno persone hanno…a meno che non si è dall’altra parte del tavolo dove  chi da il lavoro vuole farlo sempre a minor costo, tanto qualcuno più bisognoso da sfruttare lo si trova sempre. Tornando ai lavoratori di acsm-agam, forse non è passato chiaro il messaggio: il bando di gara è stato fatto nel 2011, con previste le tutele per i lavoratori mediante l’eventuale passaggio diretto dei lavoratori, messe nero su bianco dall’allora Amministrazione. L’aggiudicazione della gara è andata a 2i rete gas, e fra corsi e ricorsi siamo arrivati ad oggi. Nel frattempo la normativa del lavoro è cambiata con l’introduzione del job act che prevede per i nuovi assunti un contratto a tutele crescenti (senza tutele insomma). Una questione è questa: le clausole stabilite nel bando di gara e sottoscritte da un sindaco non valgono niente, non si applica la retroattività o il maggior favore?……non trattandosi di vitalizi probabilmente qualcuno pensa di no, ma allora se faccio un contratto   potrò sempre non rispettarlo grazie a qualcuno che cambia le regole del gioco.. Per quanto riguarda la ricongiunzione onerosa, il passaggio da INPDAP a INPS costa circa 3.000€ per ogni anno lavorativo: fate voi i conti e poi ditemi che mutuo deve fare un lavoratore per ripagarsi il diritto alla pensione.

    • Riccardo -

      Per essere corretti bisognerebbe specificare cosa sarebbero quei 3 mila euro annui che citi: servono a pagare esclusivamente (e nemmeno del tutto) la propria pensione.
      Il calcolo prevede che tu copra la metà della differenza tra quanto ti daranno e quanto hai versato.
      Quindi se ti chiedono 3 mila euro all’anno significa che ce ne sono altri 3 mila, messi da altri, che verranno dati a te nella pensione.

      E, ripeto, la ricongiunzione non è l’unica via.

      • uno di loro -

        Caro Riccardo, dato che ritieni di avere migliori informazioni sull’applicazione della legge sulla ricongiunzione onerosa, ti chiedo di spiegarne meglio i termini di applicazione. I circa 3.000 euro li mette solo il lavoratore, non è previsto che nessun altro (mi domando chi) mette altri soldi, dato che i contributi da parte dell’azienda sono stati già regolarmente pagati. L’altra via quale sarebbe?? La ignoro completamente a meno che non sia quella di non farla la ricongiunzione, risultato: due pensioni che non raggiungeranno mai  il massimo, più anni di lavoro per raggiungere la pensione di vecchiaia, decurtazione di circa il 30% del valore della pensione……se questa è l’alternativa possiamo esserne contenti!!! grazie per i tuoi prossimi suggerimenti.

        • Riccardo -

          Al lavoratore viene chiesta una cifra che serve a coprire solo la metà di quanto manca.
          Faccio un esempio per semplificare:
          – ipotizziamo che finora hai versato 150 mila euro di contributi, ma la pensione calcolata col metodo retributivo in realtà vale 200 mila euro.

          Lo Stato ti dice “C’è un buco da 50 mila euro, visto che prenderesti più di quello che hai versato (e se tutti prendiamo più di quello che abbiamo versato, il fallimento è dietro l’angolo). Facciamo a metà: a te lavoratore chiederò 25 mila euro; gli altri 25 mila euro ce li mette l’Inps (il che significa che ce li metterà qualcun altro poichè quei soldi da qualche parte l’Inps dovrà prenderli)”.

          Capisco che il lavoratore di colpo si trovi una richiesta di varie migliaia di euro, ma sono soldi che servono a coprire esclusivamente la sua pensione, e nemmeno sono sufficienti (visto che appunto te ne chiedono la metà).

          In ogni caso, c’è un’alternativa: si tengono distinti i due conti nelle due diverse gestioni in cui si sono versati i contributi.
          La pensione viene calcolata col sistema contributivo (quindi tutto quello che finora hai versato ti ritorna indietro esattamente) da ognuna delle due gestioni. Ogni mese quindi riceverai la somma dei due importi delle due diverse gestioni (si chiama totalizzazione).

    • Zacinto -

      Il suo è un discorso troppo ragionevole e troppo ben motivato. Proporlo a chi ha le terga al caldo (e sono ancora tanti i privilegiati della repubblica delle banane), o a chi sta benissimo nel sistema corrotto, non vale la pena. Questo è un paese storicamente di ****, e i politici ben rappresentano chi li vota o chi si astiene per mero disinteresse, tanto sia per i primi sia per i secondi le terga sempre lì rimangono. Buona fortuna.

  8. Antonio La Fortuna -

    Caro Riccardo ti ho letto con attenzione e devo dire che sei bravo a trovare la giusta terminologia e a fare il tecnico con la pensione altrui, spiegando e contorcendoti nell’individuazione della giusta terminologia, barcamenandoti tra ricongiunzione onerosa totalizzazione generosa, e parzializzazione parsimoniosa ,permettimi la licenza..ma qui ci sono in gioco le vite anche pensionistiche di lavoratori che non chiedono il posto di lavoro assicurato ma il rispetto di un contratto stipulato con regole precise e inequivocabili , le stesse con le quali si è andati in gara d’appalto, Nonostante non siano avvocati e sommi giuristi del lavoro ma semplici operai da 1300 euro al mese. Certo Sono solo semplici operai, cinquantenni con famiglia che se rigettati alla rinfusa in questo mondo del lavoro che solo per te è concorrenza leale e corretta, non troverebbero uno straccio di lavoro, Ma invece mi chiedo dove sono quei super dirigenti aziendali e sono tanti nell’acsm , iperpagati e iper tutelati ,in totale assenza di curriculum adatti o appena sufficienti alla gestione di aziende di queste dimensioni che, sbagliando i termini di una gara sul gas praticamente già vinta non solo non vengono neanche sfiorati da questa cessioni di ramo d’azienda ma cercano di ammortizzare i propri errori giocando sul costo e sul numero del personale operativo quello che per lo ro è solo carne da macello facilmente sostituibile con piccoli artigianelli senza ne arte ne parte.. Nel caso specifico, dove sono finiti i dirigenti e i quadri di acsm-agam gli unici attori protagonisti di questa farsa che sono le cessioni di rami d’azienda di servizi indispensabili alla cittadinanza ,unici responsabili di una gara sulla gestione del gas di Como praticamente impossibile da perdere se gestita e sviluppata con i termini esatti.
    Lavorano ancora in Acsm e che ruolo ricoprono oggi all’interno della Azienda?perche sono sempre gli stessi i dirigenti in acsm nonostante tutte le inefficienze i disservizi e la perdita gestionale del prodotto principale dell’azienda in cui operano??e scommetto il mio stipendio di Aprile che non solo ricoprono i medesimi ruoli di responsabilità ma alcuni hanno addirittura ottenuto promozioni.Il comune non c’entra nulla??? Le ex municipalizzate sono sempre state bacino di carenaggio dei trombati della politica che persa l’elezione di riferimento si trovavano ricollocati in queste aziende nei ruoli apicali, pronti a fare questo tipo di danni. Perchè bada bene Riccardo,qui non ci perdono solo i lavoratori di acsm ma ci perde tutta la cittadinanza,ci guadagnerà solo la nuova entità industriale che lasciato passare il necessario periodo di tempo cercherà in tutti i modi di lasciarne a casa almeno la metà del personale lavorante ,affinché sia poi dato in gestione il servizio in gare d’appalto al maggiore ribasso ad imprese terze che faranno gli stessi lavori con sconti del 40 / 50 % lasciandoti immaginare con quale e quanta qualità.Ce ne accorgeremo solo tra una decina d’anni, quando distrutto un tessuto industriale del genere ,dimenticata la professionalità degli attuali tecnici gasisti,lo stato su pressione della cittadinanza ne chiederà nuovamente la gestione .La storia haimè non insegna nulla e neanche ci assolverà.
    Saluti

  9. sergio -

    scusate ma come disse una volta  EMANUELE questa non e una chat  privata  quindi a parte i trol  tutti con dovuti modi possono scrivere un pensiero  buona giornata 

  10. Antonio La Fortuna -

    ma si diventa “troll” quando le cose che si scrivono sono scomode? anche l’intervento di Riccardo è stato rigettato almeno una volta in quanto troll .ma perché??seppur da me non condivise scrive cose che fanno comunque riflettere e impongono un minimo di confronto che analizza il problema da angolazioni diverse.

  11. io c'ero -

    Mi piacerebbe sapere cosa si aspettano i cittadini di como dal cambio di gestore della rete del gas? quali sono le carenze rilevate nell’attuale gestione? sanno che allo scadere della concessione potrebbero essere costretti a pagare oltre che la bolletta del gas anche una tassa per pagare l’affitto degli impianti ad acsm agam?
    Perche’ diamo per scontato che da questa? operazione  i dipendenti possono essere danneggiati?
    Questi effetti collaterali aiuterebbero anche un solo disoccupato a trovare lavoro o a migliorare le proprie condizioni di vita?
    La ricongiunzione onerosa e’ una legge vergognosa introdotta dal ex ministro sacconi nel 2 010che per evitare che le donne del pubblico impiego andassero in pensione a 62 anni colpisce tutti i lavoratori impedendogli di fatto di andare in pensione anche dopo 43 anni di lavoro  chiedendogli cifre improponibili per poterlo fare .Quale libera concorrenza c’e’ in questo? 
    I dipendenti chiedono che il comune in quanto soggetto appaltante in attesa che, come dicono tutti i politici venga cambiata la legge, inserisca nel contratto o sottoscriva un accordo con tutti i soggetti coinvolti ,che traggono enormi vantaggi economici ,perche’ sostengano i costi dei dipendenti loro malgrado coinvolti.
    In ultimo se il nuovo gestore vorra’ mantenere in efficenza e sicurezza gli impianti  e offrire un servizio sul territorio comasco i dipendenti vista la loro preparazione professionale non hanno nulla da temere anzi se ne dovranno assumere di nuovi ma quale garanzia abbiamo che lo voglia  veramente fare?o sacrificheremo tutto e tutti sull’altare del maggior profitto?…..
    ..dimenticavo profitto di chi???

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