La Comense perde la squadra di serie A: finisce un’era

Annuncio sofferto, la Ballabio: "Spero sia un arrivederci"

La Pool Comense non giocherà più a pallacanestro in serie A. La notizia ora è ufficiale, la Comense perde il suo pezzo più pregiato: la pallacanestro professionistica femminile scompare a causa dei soldi mancanti per l’iscrizione al campionato. In una sala stampa gremita, anche di ex giocatrici simbolo, come Viviana Ballabio e molte altre, il presidente Antonio Pennestri ha dato il commosso annuncio a tutti i presenti. Dopo anni di gloriosa storia con il boom negli anni 90 sotto la guida del presidente Pennestrì, con molteplici vittorie: in tutto sono 15 scudetti, 5 coppe italia, 6 super coppe italiane, 2 euroleghe e 1 mundialito per club, Como perde un pezzo della sua storia sportiva, ma non tutto è perso. Come dice il presidente, il settore giovanile continuerà ad esistere, la ginnastica, la scherma e tutta la società vivrà ancora.

Fino a ieri notte c’è stato un barlume di speranza che tutto ciò non accadesse, infatti, come racconta il presidente, ieri sera c’è stato l’ultimo contatto per trovare i soldi per l’iscrizione alla massima serie, ma così non è stato, la Comense “per chi ci ha giocato” ha detto Pennestrì “è stata molto più di una famiglia”. Numerose le telefonate delle ex giocatrici come Chicca Macchi, che si sono offerte di aiutare la società, o come la svizzera Hicks che nonostante le numerose offerte ricevute anche da Schio ha voluto aspettare la fine di questa faccenda, perchè a tutti i costi voleva rimanere a Como. Antonio Pennestrì ha incominciato elencando dal 1955 tutti gli alti e bassi della Comense, ed ha elencato i momenti belli ma anche quelli bui, trasmettendo anche dell’ottimismo per il futuro, perchè parlando si è capito che comunque, la società non rimarrà con le mani in mano e se tra un paio d’anni dovessero entrare nuovi soldi si potrebbe
ripensare a comprare i diritti di un’altra squadra. Infatti, Viviana Ballabio ha commentato: “La Comense è stata come una seconda famiglia, ho vinto tanto, sicuramente la vittoria più bella è stata il primo scudetto ma anche quella in brasile del mondialito per club” poi ha aggiunto: “Spero davvero sia un arrivederci, una società come la Comense non può morire così”.

2 Commenti

  • VdS

    Purtroppo questa è solo parte della storia.
    La Comense chiude perché ha ricevuto una visita dell’Agenzia delle Entrate durante il 2011 e le irregolarità emerse sono tali e tante che tra maggiori imposte dovute e sanzioni non ci sono più le condizioni per continuare.
    Tanto che le varie sezioni chiuderanno, e riaprirà ciascuna una nuova società per far ripartire l’attività. Già sono pronte new basket comense e nuova scherma comense, con atletica e ginnastica che seguiranno a ruota.
    I vecchi dirigenti, capita la malparata, stanno svuotando (con qualche dubbio di legittimità) la vecchia Comense di atleti ed attrezzature per trascinarli nelle nuove società.
    È un segreto di pulcinella, ma forse a Como certe cose non si possono (o non si vogliono) dire.
    Ma è triste che a Como si pensi che la Comense chiude per l’egoismo dei cittadini non disposti a sostenerla. Non è vero. La verità è un’altra: i consiglieri (tutti!) la sanno, ma forse temono di dover rispondere a qualcuno del proprio operato e preferiscono far credere ad una finta verità.
    Non è giusto per la Comense, e neanche per Pennestrì che, di questo passo, rischierà di essere l’unico a pagarne le conseguenze.
    Da un genitore innamorato della Comense e deluso dai suoi dirigenti tutti.

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    • umberto

      grazie delle nuove info, fa capire più cose.

      ex atleta della comense

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