Terremoto a Como, nuova scossa alle 15.53. Epicentro a Parma

Il geologo Tozzi: "Como non è immune da terremoti, ma non rientra tra le zone sismiche più importanti"

Ancora una scossa di terremoto, avvertita anche a Como, con epicentro a Parma. Poco prima delle 16 di venerdì 27 gennaio 2012 la terra ha tremato in tutto in granparte del Nord Italia. Questa volta a Como non sembrano esserci state scuole evacuate, visto l’orario pomeridiano ma anche la forza della scossa, che pur essendo durata circa 20 secondi, è stata avvertita con minore entità rispetto a quella del del terremoto del 25 gennaio 2012, visto anche la profondità dell’epicentro. Al momento non sembrano essere pervenute richieste di intervento ai nomi di pronto intervento dei vigili del fuoco o del 118, fatta eccezione per un sopralluogo in via Ginevrina a Cantù, dove l’edifico di un negozio ha registrato la formazione di una crepa, forse dovuta alla scossa sismica. Ulteriori informazioni sulla situazione nel Comasco verranno diffuse nei prossimi minuti. L’epicentro, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato individuato in provincia di Parma a 60,8 chilometri di profondità, mentre l’intensità è stata di 5,4 gradi di magnitudo della scala Rchter. La scossa, che è stata registrata per la precisione alle 15.53, è stata avvertita anche a Torino, Milano e nel Veneto. La circolazione dei treni è stata interrotta, o comunque ridotta, tra Milano e Bologna.

Il geologo Mario Tozzi (foto Wikipedia, autore Nicolò Caranti) ha spiegato ai microfoni di QuiComo che quanto avvenuto “non poteva essere previsto e quello che possiamo fare è confrontarlo con i dati storici del passato, non certo con il futuro. Quello che si dicono i dati storici è che Como, e più in generale la Lombardia, non è un territorio immune da terremoti, ma certo non rientra tra le zone sismiche più importanti che sappiamo bene quali essere. In passato la Lombardia ha registrato sismi importanti, ma non devastanti. Certo, qualche sciame sismico di assestamento potrà ancora registrarsi. Maggiore rischio sismico, invece, c’è per la zona della Garfagnana”.

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